Mamacrowd vs CrowdFundMe: quale scegliere per l'equity crowdfunding nel 2026

- Mamacrowd vs CrowdFundMe a confronto: volumi, exit documentate, la fusione Entera 2026, costi e rischi reali. Quale scegliere per l'equity crowdfunding.
In breve. Mamacrowd e CrowdFundMe sono le due piattaforme di equity crowdfunding più conosciute d’Italia, entrambe autorizzate secondo il regolamento europeo ECSP e vigilate da Consob. Mamacrowd (gruppo Azimut) vince su volume e ampiezza dell’offerta: circa 346 milioni di euro raccolti e il 63% del mercato startup nel 2024. CrowdFundMe vince sulla trasparenza: è l’unica quotata in borsa e documenta 13 exit realizzate su 657 imprese finanziate. La novità del 2026 è la fusione di CrowdFundMe con Smart4Tech e WeAreStarting nel gruppo Entera, un’operazione che amplia i servizi ma aggiunge un elemento di incertezza. Nessuna delle due offre rendimenti fissi: l’equity crowdfunding resta un investimento illiquido ad alto rischio, da dosare come piccola quota del portafoglio.
Chi cerca “Mamacrowd o CrowdFundMe” di solito ha già deciso di provare l’equity crowdfunding (l’investimento in quote societarie di startup e PMI tramite piattaforme online) e vuole capire da quale delle due partire. La risposta onesta è che sono due piattaforme serie con punti di forza diversi: una domina per volume, l’altra pubblica più dati sui risultati. In questo confronto mettiamo in fila numeri verificati, la fusione che ha cambiato CrowdFundMe nel 2026, e i rischi che nessuna delle due può eliminare.
Le due piattaforme in 60 secondi
Mamacrowd nasce nel 2016 ed è gestita da SiamoSoci Srl, società del gruppo Azimut, uno dei principali gruppi italiani del risparmio gestito. È la piattaforma di equity crowdfunding numero uno in Italia per capitale raccolto: circa 346 milioni di euro complessivi a inizio 2025, circa 322 progetti finanziati e oltre 215.000 utenti registrati. Offre campagne su startup, PMI e operazioni immobiliari in equity.
CrowdFundMe nasce nel 2013 e dal 2019 è quotata su Euronext Growth Milan: è l’unica piattaforma italiana del settore a essere a sua volta una società quotata, con gli obblighi di rendicontazione periodica che ne derivano. Ha raccolto oltre 200 milioni di euro cumulati, finanziato 657 imprese e documenta 13 exit realizzate (l’exit è l’evento di liquidità in cui la partecipazione viene venduta o l’azienda si quota, ed è il momento in cui l’investitore incassa). Tramite il gruppo copre anche il lending e l’immobiliare con il marchio Trusters.
Su entrambe vale la stessa premessa: non sei un creditore che riceve interessi, sei un socio che scommette sulla crescita dell’azienda. Se il meccanismo non ti è familiare, parti dalla nostra guida su come funziona l'equity crowdfunding e quali rischi comporta.
Il confronto a colpo d’occhio
| Criterio | Mamacrowd | CrowdFundMe |
|---|---|---|
| Fondazione | 2016 | 2013 (quotata dal 2019) |
| Gestore | SiamoSoci Srl (gruppo Azimut) | Società quotata su Euronext Growth Milan, dal 2026 gruppo Entera |
| Autorizzazione | ECSP, vigilanza Consob e Banca d’Italia | ECSP, vigilanza Consob |
| Capitale raccolto | ~346 milioni di euro (inizio 2025) | Oltre 200 milioni di euro cumulati |
| Progetti finanziati | ~322 | 657 imprese |
| Exit documentate | Dato non comunicato in modo sistematico | 13 |
| Raccolta recente | ~41 milioni nel 2024 (42 campagne) | Oltre 34 milioni nel 2025 a livello di gruppo (+15%) |
| Investimento minimo | ~250-500 euro per campagna (variabile) | ~250 euro o più per campagna |
| Mercato secondario | Non strutturato | Non strutturato |
| Sanzioni note | Nessuna | Nessuna |
I numeri provengono dalle nostre schede piattaforma e dalle fonti citate in fondo all’articolo. Dove un dato non è pubblicato in modo verificabile, scriviamo che non è comunicato: nell’equity crowdfunding la differenza fra numeri veri e numeri di marketing è metà del lavoro di selezione.
Volume e offerta: qui vince Mamacrowd
Sul piano della scala non c’è partita. Mamacrowd è leader del mercato italiano dal 2017 e nel 2024 ha rappresentato circa il 63% del mercato dell’equity crowdfunding su startup: ha chiuso l’anno con circa 41 milioni di euro raccolti su 42 campagne, di cui 31,9 milioni su startup e PMI e circa 9,2 milioni sull’immobiliare equity, con quasi 5.000 investimenti registrati.
Per chi investe, un’offerta ampia (in gergo “deal flow”, il flusso di operazioni disponibili) ha un valore pratico: più campagne aperte significa più possibilità di scegliere settori diversi e di distribuire il capitale su molte operazioni. Con l’equity crowdfunding la diversificazione non è un’opzione ma una necessità, perché una parte significativa delle startup fallisce e le singole posizioni possono azzerarsi.
Il rovescio della medaglia: Mamacrowd non comunica in modo sistematico i dati storici su exit e IRR (il tasso interno di rendimento, cioè quanto hanno reso davvero le operazioni concluse). Il volume dice quanto capitale entra, non quanto ne è tornato agli investitori.
Trasparenza sui risultati: qui vince CrowdFundMe
CrowdFundMe ribalta la prospettiva. Con 657 imprese finanziate ha un portafoglio storico più numeroso di quello di Mamacrowd, e soprattutto documenta pubblicamente 13 exit realizzate. Tredici exit su 657 imprese è un rapporto che va letto per quello che è: la grande maggioranza delle operazioni non ha ancora prodotto un evento di liquidità, e questo è un dato strutturale dell’intero settore, non un difetto della singola piattaforma. Ma almeno il numero esiste, è pubblico e permette di ragionare.
A questo si aggiunge lo status di società quotata: bilanci pubblici, comunicati price sensitive, obblighi informativi verso il mercato. Nel 2025 il gruppo ha raccolto oltre 34 milioni di euro (+15% sull’anno precedente), con il segmento equity a 18,7 milioni (+57%) e un ticket medio intorno ai 6.600 euro.
La trasparenza vale anche in negativo, ed è giusto riportarlo: la capogruppo ha chiuso il 2025 con una perdita netta di circa 997 mila euro, appesantita dai costi dell’operazione straordinaria di cui parliamo sotto, su ricavi consolidati di 1,63 milioni (-4,7%). La perdita riguarda il bilancio del gestore, non le partecipazioni già sottoscritte dagli investitori nelle aziende finanziate, ma è un segnale da monitorare sulla sostenibilità del modello.
La novità 2026: CrowdFundMe diventa gruppo Entera
Il fatto nuovo che il confronto del 2026 non può ignorare: a marzo 2026 le assemblee di CrowdFundMe, Smart4Tech e WeAreStarting hanno approvato la fusione delle tre società. L’operazione è tecnicamente un reverse take-over (una fusione in cui la società quotata incorpora realtà più grandi o strategiche, cambiando di fatto perimetro) e dà vita al gruppo Entera: un polo integrato di finanza alternativa per le PMI italiane che mette insieme equity crowdfunding, lending, club deal e minibond, più servizi di consulenza strategica.
Come leggere questa mossa da investitore:
- Il lato positivo. Un gruppo più grande e diversificato ha più strumenti per sostenersi economicamente, e l’integrazione di più verticali (equity, lending, immobiliare via Trusters, minibond) può portare più operazioni sulla piattaforma. I primi segnali del 2026 vanno in questa direzione: nel primo trimestre i ricavi del lending immobiliare sono cresciuti di oltre il 35% rispetto all’ultimo trimestre 2025 e la divisione equity aveva 15 contratti firmati in pipeline per il primo semestre.
- Il lato da monitorare. Le fusioni costano (i 997 mila euro di perdita 2025 includono le spese dell’operazione) e le integrazioni societarie portano sempre un periodo di assestamento: governance, team, priorità. Chi investe tramite la piattaforma non subisce direttamente il rischio di bilancio del gestore, ma la qualità della selezione dei progetti dipende dalla stabilità della struttura che la fa.
Per Mamacrowd il quadro societario è più semplice: il gruppo Azimut è salito al 50,1% di SiamoSoci nel 2022 e da allora la governance non ha subito scossoni. Meno notizie, meno incertezza.
Costi, minimi e accessibilità
Su entrambe le piattaforme l’investimento minimo varia da campagna a campagna: indicativamente 250-500 euro su Mamacrowd e da circa 250 euro in su su CrowdFundMe. Non sono soglie proibitive, ma attenzione a non farsi ingannare: con l’equity crowdfunding investire il minimo su una sola campagna è l’errore più costoso che si possa fare, perché concentra tutto il rischio su un’unica azienda. Un portafoglio equity sensato richiede di distribuire piccole somme su molte operazioni, accettando che alcune si azzerino. La logica è la stessa che spieghiamo per il lending nella guida su come diversificare un portafoglio di crowdlending, con una differenza: qui la dispersione dei risultati è ancora più estrema.
Su nessuna delle due esiste un mercato secondario strutturato: le quote restano in portafoglio fino a un’eventuale exit, che può richiedere molti anni o non arrivare mai. Il capitale va considerato bloccato a tempo indeterminato.
I rischi che nessuna delle due elimina
Vale per Mamacrowd, per CrowdFundMe e per qualunque piattaforma di equity crowdfunding, autorizzata o meno:
- Rischio di perdita totale. Le startup falliscono con frequenza elevata. Su singole campagne lo scenario di azzeramento è concreto e statisticamente normale.
- Illiquidità. Nessun rendimento periodico, nessuna via d’uscita rapida. Si incassa solo all’exit, se arriva.
- Nessuna garanzia pubblica. L’autorizzazione ECSP impone regole di trasparenza e correttezza al gestore, ma non protegge il capitale investito. Non esiste un fondo di indennizzo come quello che copre i depositi bancari.
- Asimmetria informativa. Le valutazioni delle aziende in campagna le propone chi raccoglie il capitale. Il questionario di adeguatezza previsto dalla normativa serve proprio a ricordarti che il rischio lo valuti tu.
La cornice regolamentare (ECSP, Consob, registro ufficiale) resta comunque un requisito minimo irrinunciabile: entrambe le piattaforme lo soddisfano e nessuna delle due risulta sanzionata. Come verificarlo da soli lo spieghiamo nella guida sul registro Consob e la verifica delle piattaforme.
Il verdetto di P2P Expert
Nella nostra classifica Mamacrowd ha un punteggio di 7,8 su 10 e CrowdFundMe di 7,5 su 10. La distanza è piccola perché sono due operatori solidi con filosofie diverse:
- Scegli Mamacrowd se vuoi il deal flow più ampio del mercato italiano, la solidità di un gestore dentro un grande gruppo del risparmio gestito e un quadro societario stabile. È il punto di partenza più naturale per chi inizia con l’equity e vuole costruire un portafoglio distribuito su più settori.
- Scegli CrowdFundMe se metti la trasparenza in cima alle priorità: exit documentate, bilanci pubblici da società quotata, più dati su cui basare il giudizio. Nel 2026 aggiungi al dossier la fusione Entera: più servizi in prospettiva, ma anche un’integrazione da seguire.
- La risposta per molti è: entrambe. Distribuire il capitale equity su due piattaforme riduce anche il rischio legato al singolo gestore, non solo quello delle singole aziende.
E ricorda la proporzione: per la natura dei rischi visti sopra, l’equity crowdfunding ha senso come componente piccola del patrimonio complessivo, non come base.
E se cerchi un rendimento periodico invece dell’equity?
Domanda legittima dopo aver letto i rischi: se l’obiettivo è un flusso di interessi prevedibile e non una scommessa sulla crescita, lo strumento giusto non è l’equity ma il lending (il prestito con interesse). In quel campo la nostra Scelta della redazione per la quota ad alto rendimento del portafoglio è Maclear, piattaforma svizzera di prestiti alle PMI: rendimenti storici dichiarati del 14,5-14,9%, tasso di default dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro di volume e circa 35.000 investitori, con bonus di benvenuto di 30 euro.
L’onestà prima della convenienza, come sempre: Maclear opera sotto una SRO svizzera (PolyReg, supervisione solo antiriciclaggio ai sensi dell’art. 24 della legge svizzera AMLA), non sotto il regime ECSP di Mamacrowd e CrowdFundMe, e non esiste alcuno schema di tutela dell’investitore. Il suo unico default noto (il caso Vibroedil, 2025) è stato rimborsato con i fondi personali del CEO, non attraverso l’escussione del collaterale: i canali formali di protezione restano non testati. La recensione completa, con tutti i pro e i contro, è in Maclear opinioni e recensione 2026.
Scelta della redazione per il rendimento: se dopo aver capito i rischi vuoi affiancare all’equity una componente di prestito ad alto rendimento, apri un conto su Maclear con bonus di benvenuto di 30 euro. Quota satellite del portafoglio, non base.
Domande frequenti
Mamacrowd e CrowdFundMe sono regolamentate? Sì, entrambe operano con autorizzazione ECSP (Regolamento UE 2020/1503) e sono iscritte nel registro dei fornitori di servizi di crowdfunding. Mamacrowd è vigilata da Consob e Banca d’Italia, CrowdFundMe da Consob. Nessuna delle due risulta destinataria di sanzioni.
Qual è la differenza principale tra le due? Mamacrowd è leader per volume (circa 346 milioni raccolti, 63% del mercato startup 2024) ed è parte del gruppo Azimut. CrowdFundMe è l’unica quotata in borsa e documenta 13 exit realizzate: offre meno volume ma più dati verificabili sui risultati.
Che cos’è la fusione Entera di CrowdFundMe? A marzo 2026 CrowdFundMe, Smart4Tech e WeAreStarting hanno approvato la fusione nel gruppo Entera, un polo di finanza alternativa per le PMI che integra equity, lending, club deal e minibond. Per gli investitori significa un gruppo più diversificato, ma anche un’integrazione societaria da seguire nei prossimi trimestri.
Quanto si guadagna con l’equity crowdfunding? Non esiste un rendimento fisso: si guadagna solo se l’azienda cresce e arriva un’exit (vendita o quotazione). La maggior parte delle operazioni non ha ancora prodotto eventi di liquidità e una parte delle imprese fallisce: la perdita totale su singole campagne è uno scenario realistico.
Posso investire su entrambe? Sì, e per molti investitori è la scelta più sensata: distribuire il capitale su due piattaforme diversifica anche il rischio legato al singolo gestore. L’importante è mantenere l’equity come piccola quota del patrimonio e distribuire le somme su molte campagne.
Nota sul rischio. L’equity crowdfunding comporta il rischio di perdita totale del capitale investito e tempi di disinvestimento non prevedibili. I dati citati si riferiscono al passato e non garantiscono risultati futuri. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria. P2P Expert può ricevere una commissione sui link di affiliazione presenti in questa pagina (attualmente solo verso Maclear e 8lends): Mamacrowd e CrowdFundMe non sono partner commerciali e la loro valutazione è puramente editoriale.
Fonti
- CrowdFundMe, via libera al reverse take-over e alla fusione con Smart4Tech e WeAreStarting - Borsa Italiana / Teleborsa, 9 marzo 2026
- CrowdFundMe, perdita 2025 si allarga a 997 mila euro con spese reverse take-over - Teleborsa, 30 aprile 2026
- Smart4Tech, CrowdFundMe e WeAreStarting verso la fusione: nuovo polo integrato per la finanza alternativa delle PMI - Startup-News
- Mamacrowd, nel 2024 intermediati 41 mln euro per 42 campagne di equity crowdfunding - BeBeez
- Mamacrowd: nel 2024 raccolti 41 milioni da 5.000 investitori - Financecommunity
- Mamacrowd - informazioni societarie (SiamoSoci Srl, gruppo Azimut)
- Consob - registro crowdfunding, sezione ordinaria
Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2026 A cura di: La Redazione di P2P Expert

