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Guida introduttiva

Minibond e club deal: la finanza alternativa oltre il crowdfunding

Minibond e club deal: la finanza alternativa oltre il crowdfunding
In breve
  • Cosa sono i minibond e i club deal, chi puo' davvero investirci, quanto rendono secondo il Politecnico di Milano e come si confrontano con il crowdlending.

In breve. I minibond sono obbligazioni emesse da imprese non quotate, quasi sempre PMI: presti denaro all’azienda e ricevi una cedola periodica fino al rimborso. Nel 2025 il mercato italiano ha raccolto oltre 2 miliardi di euro con 214 emissioni (Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano), con cedole medie del 7,68% a tasso fisso e una durata media di 5,7 anni. Il problema per il piccolo risparmiatore e’ l’accesso: per legge i titoli di debito delle srl possono essere sottoscritti solo da investitori professionali vigilati, e l’unica porta d’ingresso per il retail sono le piattaforme di crowdfunding autorizzate ECSP, che in Italia sono tre. Il club deal e’ un’altra cosa ancora: un gruppo ristretto di investitori che co-investe in una singola operazione, con ticket elevati e senza vigilanza specifica. Per chi ha poche migliaia di euro, il crowdlending resta lo strumento piu’ accessibile; minibond e club deal sono complementi, non sostituti.

Chi arriva al crowdlending dopo qualche mese di esperienza si fa quasi sempre la stessa domanda: “esistono strumenti simili, ma piu’ strutturati?”. La risposta e’ si’, e si chiamano minibond e club deal. Sono due mondi diversi tra loro, con regole, soglie di accesso e rischi propri. In questa guida spieghiamo cosa sono, chi puo’ davvero investirci, quanto rendono secondo i dati pubblici, e come si posizionano rispetto al crowdlending e all’equity crowdfunding che gia’ conosci.


Cos’e’ un minibond

Un minibond e’ un’obbligazione (o un titolo di debito) emessa da una societa’ non quotata in borsa, in genere una piccola o media impresa. Funziona come qualsiasi obbligazione: l’azienda incassa il capitale, paga una cedola periodica (l’interesse) e alla scadenza restituisce il capitale. Tu sei un creditore, non un socio: il tuo guadagno e’ fissato in partenza e non dipende da quanto cresce l’impresa, ma solo dalla sua capacita’ di pagare.

Il termine “minibond” non e’ una categoria giuridica a se’: e’ il nome che il mercato ha dato alle obbligazioni delle PMI dopo il Decreto Sviluppo del 2012 (D.L. 83/2012, art. 32), che ha rimosso una serie di limiti fiscali e civilistici che di fatto impedivano alle societa’ non quotate di emettere titoli di debito. Da allora esiste anche un segmento dedicato di Borsa Italiana, ExtraMOT PRO3, dove i minibond possono essere quotati per gli investitori professionali.

La differenza pratica rispetto a un prestito tramite piattaforma di crowdlending e’ che il minibond e’ un titolo: ha un codice ISIN, un regolamento di emissione, spesso un rating o una valutazione del merito creditizio, e puo’ essere trasferito (con i limiti che vedremo). Un prestito su una piattaforma di crowdlending, invece, e’ un contratto tra te e il debitore, gestito dalla piattaforma.


Quanto vale il mercato e quanto rende: i dati del Politecnico di Milano

L’unica fonte sistematica sui minibond italiani e’ l’Osservatorio Minibond della School of Management del Politecnico di Milano, che pubblica ogni anno un report. L’edizione 2026 (dodicesima), presentata a marzo 2026, fotografa il 2025 cosi’:

  • Raccolta 2025: oltre 2 miliardi di euro, in crescita del 32% (la stessa crescita del 2024), su un totale di 14,60 miliardi emessi dal 2013 da un campione di 1.468 imprese.
  • 214 emissioni nell’anno (+5% sul 2024), per il secondo anno consecutivo in recupero dopo la frenata del 2023.
  • Le PMI hanno superato le grandi imprese: 146 emissioni per oltre 1 miliardo di euro. Delle 196 societa’ emittenti, 132 (il 67%) erano PMI.
  • Cedola media a tasso fisso: 7,68%, in calo dal 9,04% del 2024. Per i titoli a tasso variabile la media e’ scesa dal 6,89% al 6,38%.
  • Durata media: 5,7 anni, contro i 6,7 del 2024.
  • Nel secondo semestre il taglio medio di emissione ha toccato i 9,58 milioni di euro, un record.
  • Emissioni e raccolta dei minibond ESG (legati a obiettivi ambientali o sociali) in calo.

Due letture di questi numeri. La prima: una cedola del 7,68% lordo e’ interessante se la si confronta con un BTP decennale intorno al 3,6% (dato giugno 2026, vedi il nostro confronto con conti deposito e BTP), ma resta sotto ai rendimenti dichiarati dal crowdlending alle PMI, che sulle piattaforme europee vanno dall’8% al 15%. La seconda: il taglio medio di 9,58 milioni dice chiaramente chi e’ il cliente tipico di questo mercato. Non e’ il risparmiatore da 500 euro: sono banche, fondi di credito e investitori istituzionali.

Il report segnala anche una novita’ in arrivo: la possibilita’ di richiedere la copertura del Fondo di Garanzia dello Stato (fino all’80%) anche per i titoli collocati tramite piattaforme di crowdfunding. Al momento in cui scriviamo si tratta di una prospettiva, non di uno strumento operativo di cui possiamo riportare le condizioni.


Chi puo’ investire in un minibond: la regola che pochi spiegano

Qui sta il punto che la maggior parte delle guide “come investire in minibond” salta. La risposta dipende dalla forma giuridica dell’emittente.

Se l’emittente e’ una srl (la forma di gran lunga piu’ diffusa tra le PMI italiane), vale l’articolo 2483 del codice civile: i titoli di debito possono essere sottoscritti soltanto da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale, cioe’ banche, SGR, SIM, assicurazioni e intermediari autorizzati. Il risparmiatore privato non puo’ sottoscriverli in emissione. Se un investitore professionale rivende poi il titolo a un soggetto non professionale, chi lo trasferisce risponde della solvenza della societa’ verso l’acquirente. E’ una tutela pensata proprio per tenere il retail lontano da questi strumenti, o per far si’ che chi glieli passa se ne assuma la responsabilita’.

Se l’emittente e’ una spa, le obbligazioni possono essere collocate anche a investitori non professionali, ma entro i limiti e con le tutele previsti dalla normativa sull’offerta al pubblico. In pratica, per un privato, l’unico canale realistico e’ quello di cui parliamo nella sezione successiva.

Questa asimmetria spiega perche’ il mercato dei minibond, con i suoi 2 miliardi l’anno, resti in gran parte invisibile a chi investe nel crowdlending: e’ un mercato costruito per gli istituzionali, e il retail ci entra solo da una porta laterale.


La porta laterale: i minibond sulle piattaforme di crowdfunding

Dal 2019 la legge italiana ha permesso ai portali di crowdfunding di collocare minibond, inizialmente solo a investitori professionali e a categorie specifiche di investitori non professionali (per esempio chi aveva un portafoglio finanziario di una certa consistenza). Con l’entrata in vigore del regolamento europeo ECSP (Regolamento UE 2020/1503, operativo in Italia per tutte le piattaforme dal novembre 2023), il quadro e’ cambiato: una piattaforma autorizzata puo’ offrire valori mobiliari, e quindi anche obbligazioni, fino a 5 milioni di euro per emittente in 12 mesi, anche a investitori “non sofisticati”, con le tutele standard del regolamento (test di appropriatezza, simulazione della capacita’ di sopportare perdite, avvertenza specifica quando l’investimento supera 1.000 euro o il 5% del patrimonio, periodo di riflessione di quattro giorni). Ne parliamo in dettaglio in come funziona la vigilanza ECSP, Consob e Banca d'Italia.

Attenzione pero’: il regolamento europeo non cancella l’articolo 2483 del codice civile. Se l’emittente e’ una srl, il limite sui sottoscrittori professionali resta. Per questo Crowdbond, la sezione minibond di Opstart, descrive la propria platea come “investitori professionali e alcune categorie di investitori retail”, non come “tutti”.

Secondo le fonti di settore, nel 2025 le piattaforme italiane attive nel collocamento di minibond erano tre: CrowdFundMe, Fundera (del gruppo Frigiolini & Partners Merchant, uno dei player citati dallo stesso report del Politecnico) e Opstart, quest’ultima autorizzata come fornitore di servizi di crowdfunding con delibera Consob n. 22932 del 12 dicembre 2023 e attiva sui minibond tramite il marchio Crowdbond. Il collocamento tramite piattaforme, dopo un +34% tra 2023 e 2024, risulta in calo nel periodo 2024-2025 (dato aggregato non comunicato nelle fonti secondarie consultate).

Cosa cambia per te, in concreto, rispetto a un prestito di crowdlending sulla stessa piattaforma:

AspettoPrestito di crowdlendingMinibond via piattaforma
NaturaContratto di prestitoTitolo obbligazionario con ISIN
Chi puo’ investireTutti (con le tutele ECSP)Dipende dall’emittente: srl solo professionali, spa anche retail entro i limiti ECSP
Taglio tipico dell’operazioneDa poche decine di migliaia a qualche milionePiu’ alto (media di mercato 2025: 9,58 milioni nel secondo semestre; sulle piattaforme importi inferiori)
DurataSpesso 6-36 mesiMedia di mercato 5,7 anni
CedolaInteressi mensili o alla scadenzaCedola periodica, spesso semestrale
Uscita anticipataRaramente (vedi [[mercato-secondario-crowdfundingmercato secondario]])
Fiscalita’ per il privatoTassazione ordinaria o 26% a seconda della piattaforma (vedi [[tassazione-crowdlending-italiala guida fiscale]])

Sulla fiscalita’ vale l’avvertenza di sempre: ogni caso va verificato con un commercialista, soprattutto se il titolo e’ custodito presso un intermediario estero.


Cos’e’ un club deal

Il club deal e’ un’altra famiglia. Non e’ uno strumento finanziario, e’ un modo di organizzare l’investimento: un gruppo ristretto di investitori privati, di solito pochi o poche decine, mette insieme capitale per entrare in una singola operazione (una startup, una PMI, un immobile), spesso attraverso un veicolo societario creato apposta. Ogni partecipante conosce l’operazione, decide se aderire e investe un ticket individuale che di norma e’ molto piu’ alto di quello del crowdfunding.

L’esempio piu’ noto in Italia e’ Italian Angels for Growth (IAG), associazione senza scopo di lucro nata nel 2007 che riunisce business angel: per ogni operazione i soci formano un club deal e investono insieme in round early stage con un ticket complessivo tra 0,2 e 1,5 milioni di euro, con il supporto di un team professionale. Dal 2022 IAG utilizza la piattaforma digitale di ClubDealFiduciaria per gestire adesioni, quote e reportistica. La soglia individuale di ingresso in un club deal varia da caso a caso e non e’ un dato che possiamo generalizzare: quello che si puo’ dire e’ che si parla di decine di migliaia di euro per singola operazione, non di centinaia.

Tre differenze che pesano rispetto al crowdfunding:

  1. Non c’e’ una piattaforma vigilata in mezzo. Un club deal e’ un accordo tra privati. Non esiste una autorizzazione Consob “per club deal”, non ci sono i presidi ECSP (test di appropriatezza, KIIS, periodo di riflessione), non c’e’ un registro pubblico da consultare come quello di cui parliamo in come verificare una piattaforma nel registro Consob. La tutela e’ quella contrattuale e quella dell’organizzazione che lo promuove.
  2. Concentrazione per costruzione. Nel crowdlending puoi diversificare 2.000 euro su 20 prestiti (lo abbiamo mostrato in quante piattaforme e quanti prestiti servono). In un club deal metti un ticket importante su una sola operazione.
  3. Illiquidita’ totale. Le quote di un veicolo di club deal non hanno un mercato. Si esce quando esce il club, tipicamente dopo anni.

Il club deal e’ quindi uno strumento per chi ha gia’ un patrimonio, competenze per valutare l’operazione e la possibilita’ di immobilizzare capitale a lungo. Per chi sta imparando a investire con qualche migliaio di euro, non e’ la porta giusta.


Minibond, club deal e crowdlending: quale ruolo in un portafoglio

Mettiamo i tre strumenti in fila per rischio, accesso e rendimento, senza pretendere che uno sostituisca l’altro.

Crowdlending. Accesso da 50-100 euro, diversificazione facile, rendimenti dichiarati dal 5% al 15% lordo, vigilanza ECSP per le piattaforme italiane ed europee autorizzate. Rischio principale: il default del singolo debitore, e il rischio della piattaforma stessa (ne abbiamo scritto in cosa succede se una piattaforma fallisce).

Minibond. Per il privato, accesso solo tramite piattaforma ECSP e solo su emittenti che la legge consente. Cedole medie 2025 del 7,68% a tasso fisso su durate medie di 5,7 anni: rendimento intermedio, orizzonte lungo, taglio elevato. Il vantaggio e’ la struttura: regolamento di emissione, spesso una valutazione del merito creditizio, documentazione da titolo. Lo svantaggio e’ che la maggior parte del mercato non e’ raggiungibile.

Club deal. Ticket elevato, nessuna vigilanza specifica, concentrazione massima, orizzonte pluriennale. Potenziale di rendimento piu’ alto (soprattutto nell’equity), ma con la possibilita’ concreta di perdere tutto su una singola operazione.

La nostra lettura editoriale: per l’investitore italiano con capitale tra qualche migliaio e qualche decina di migliaia di euro, il crowdlending e’ la base operativa, il minibond via piattaforma puo’ essere una componente da valutare caso per caso quando l’emittente e’ una spa solida e la cedola giustifica la durata, e il club deal e’ un capitolo da aprire solo con patrimonio e competenze adeguate.


Scelta della redazione per la quota di crowdlending

Se dopo questa lettura la conclusione e’ che la parte di portafoglio “prestiti alle imprese” ti interessa piu’ del minibond, la piattaforma che continuiamo a indicare come Scelta della redazione e’ Maclear: prestiti diretti a PMI con rendimenti dichiarati tra il 14,5% e il 14,9% annuo lordo, tasso di default dichiarato dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro investiti e circa 35.000 investitori (dati aprile 2026), bonus di benvenuto di 30 euro.

Con i caveat che ripetiamo in ogni articolo, perche’ sono la parte che conta: Maclear e’ una societa’ svizzera iscritta all’organismo di autoregolamentazione PolyReg ai sensi dell’articolo 24 della legge svizzera antiriciclaggio. E’ una vigilanza solo antiriciclaggio: non e’ un’autorizzazione ECSP, non e’ una licenza bancaria e non esiste alcuno schema di tutela dell’investitore. Il tasso di default dello 0,15% e’ autodichiarato e non validato da un’autorita’. L’unico default noto, l’italiana Vibroedil nel 2025, e’ stato rimborsato agli investitori con fondi personali del CEO e non attraverso l’escussione del collaterale: il meccanismo formale di protezione, in altre parole, non e’ mai stato messo alla prova. Trovi l’analisi completa in Maclear opinioni e recensione 2026.

Visita Maclear - Scelta della redazione P2P Expert - rendimenti dichiarati fino al 14,9% annuo lordo, capitale a rischio. Bonus di benvenuto: 30 euro sul primo investimento. Nota di trasparenza: Maclear e’ un partner di P2P Expert. Nessuna delle piattaforme di minibond o dei club deal citati in questo articolo e’ un partner: la valutazione e’ editoriale.


Domande frequenti

Un privato puo’ comprare minibond? Solo in parte. Se l’emittente e’ una srl, l’articolo 2483 del codice civile riserva la sottoscrizione agli investitori professionali vigilati. Se e’ una spa, il privato puo’ investire tramite una piattaforma di crowdfunding autorizzata ECSP, entro i limiti e con le tutele del regolamento europeo. In Italia nel 2025 le piattaforme attive sui minibond erano CrowdFundMe, Fundera e Opstart (Crowdbond).

Quanto rendono i minibond? Secondo il Report Minibond 2026 del Politecnico di Milano, nel 2025 la cedola media e’ stata del 7,68% per i titoli a tasso fisso e del 6,38% per quelli a tasso variabile, con una durata media di 5,7 anni. Sono medie di mercato, dominate da emissioni istituzionali: la singola emissione su una piattaforma puo’ discostarsene.

Qual e’ la differenza tra minibond e crowdlending? Il minibond e’ un titolo obbligazionario (con ISIN e regolamento di emissione) emesso dall’impresa; il prestito di crowdlending e’ un contratto di finanziamento gestito dalla piattaforma. Il minibond ha in genere durate piu’ lunghe e tagli piu’ grandi, e per il retail e’ accessibile solo tramite piattaforme ECSP e solo su certi emittenti.

Cos’e’ un club deal e chi puo’ partecipare? E’ un gruppo ristretto di investitori che co-investe in una singola operazione, spesso tramite un veicolo dedicato. Non c’e’ una piattaforma vigilata ne’ un’autorizzazione specifica; i ticket sono di norma di decine di migliaia di euro per operazione e l’investimento e’ illiquido per anni. E’ adatto a chi ha patrimonio e competenze, non a chi inizia.

I minibond sono garantiti? No. Come qualsiasi obbligazione societaria, il rimborso dipende dalla solvenza dell’emittente. Il report del Politecnico segnala la prospettiva di estendere il Fondo di Garanzia dello Stato (fino all’80%) ai titoli collocati tramite piattaforme di crowdfunding, ma al momento non possiamo riportarne condizioni operative.


Nota sul rischio. Minibond, club deal e crowdlending comportano il rischio di perdita totale o parziale del capitale. I rendimenti passati e le medie di mercato non garantiscono i risultati futuri. Questo articolo ha finalita’ informative e non costituisce consulenza finanziaria ne’ sollecitazione all’investimento. Valuta la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un professionista.

Fonti

  1. Ildenaro.it - Prosegue la ripresa dei minibond: nel 2025 oltre 2 miliardi raccolta (Osservatorio Minibond Politecnico di Milano, Report 2026)
  2. MilanoFinanza - Minibond in ripresa, nel 2025 le emittenti salgono a 214: raccolti oltre 2 miliardi
  3. Il Giornale delle PMI - Prosegue la ripresa del mercato dei minibond: 214 emittenti e oltre 2 miliardi (+32%)
  4. Brocardi - Art. 2483 codice civile, Emissione di titoli di debito
  5. Opstart - Crowdbond, il portale di debt crowdfunding (delibera Consob n. 22932 del 12/12/2023)
  6. Startups Wallet - I minibond sulle piattaforme di crowdfunding
  7. Italian Angels for Growth - About us
  8. Crowdfunding Buzz - ClubDealFiduciaria sigla un accordo con Italian Angels for Growth
  9. Regolamento (UE) 2020/1503 (ECSP)

Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026 A cura di: Redazione P2P Expert


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