Anno I · Numero 1 p2pexpert.it Italia · 2026
Osservatorio indipendente del crowdinvesting
P2P Expert
Edizione ItalianaPiattaforme ECSP autorizzate
"Rendimenti, rischi e verità sul crowdinvesting. Senza padroni, senza scorciatoie."
Senza conflittiNessun pay-for-ranking
Home/ Guide/ PeerBerry per investitori italiani: recensione onesta 2026
Guida introduttiva

PeerBerry per investitori italiani: recensione onesta 2026

PeerBerry per investitori italiani: recensione onesta 2026
In breve
  • PeerBerry per investitori italiani: rendimenti 10-15%, zero perdite dal 2017, ma oltre l'83% del portafoglio da un solo gruppo e nessuna licenza.

In breve. PeerBerry e’ uno dei marketplace di prestito peer-to-peer piu’ grandi d’Europa: oltre 3,5 miliardi di euro finanziati dal 2017, piu’ di 122.000 utenti registrati e un portafoglio in essere record di 150,23 milioni di euro ad agosto 2026. Il suo argomento piu’ forte e’ lo storico: nessun investitore ha perso capitale in quasi nove anni, e i 51,4 milioni di prestiti congelati dalla guerra in Ucraina sono stati rimborsati per intero entro dicembre 2024. I suoi due problemi strutturali non sono cambiati: oltre l’83% del portafoglio dipende da un unico gruppo (Aventus), il cui amministratore delegato possiede il 50% della piattaforma, e PeerBerry non ha ne’ licenza ECSP ne’ licenza di impresa di investimento. La domanda di licenza ECSP annunciata in Lituania nell’autunno 2024 non ha ancora un esito pubblico. Per l’investitore italiano e’ una componente ad alto rendimento (10-15%) da dosare, con obblighi dichiarativi da conoscere. Voto P2P Expert: 7,0/10, “Con riserve”.

PeerBerry e’ il classico caso in cui i numeri di marketing e i numeri di rischio raccontano due storie diverse, entrambe vere. Chi guarda solo la prima vede una piattaforma che non ha mai fatto perdere un euro a nessuno. Chi guarda solo la seconda vede un castello costruito su un unico pilastro. In questa recensione, scritta per chi investe dall’Italia, mettiamo le due storie una accanto all’altra e spieghiamo con parole semplici cosa significano per il tuo portafoglio.

Informativa: PeerBerry non e’ un partner commerciale di P2P Expert. In questa pagina non ci sono link affiliati verso PeerBerry. Il nostro unico partner citato nell’articolo e’ Maclear, segnalato come tale nella sezione dedicata.


PeerBerry in 60 secondi

PeerBerry e’ un marketplace, cioe’ un mercato: non presta soldi direttamente alle imprese, ma mette in vetrina prestiti gia’ concessi da societa’ di credito (i cosiddetti loan originator, “originatori di prestiti”). Tu compri una fetta di quei prestiti, a partire da 10 euro, e incassi gli interessi mentre il debitore rimborsa.

I dati ufficiali di fine agosto 2026 (comunicato PeerBerry del 3 settembre 2026):

DatoValoreFonte
Totale finanziato dal 2017oltre 3,5 miliardi di euroPeerBerry, agosto 2026
Portafoglio in essere150,23 milioni di euro (record, +4% sul mese)PeerBerry, agosto 2026
Prestiti finanziati ad agosto39,36 milioni di euroPeerBerry, agosto 2026
Interessi pagati dal lancio57,66 milioni di euro (1,12 milioni solo ad agosto)PeerBerry, agosto 2026
Utenti registratioltre 122.300PeerBerry, agosto 2026
Originatori35 societa’ da 17 paesiPeerBerry, agosto 2026
Tasso medio dichiarato11,04% (intervallo tipico 10-15%)statistiche PeerBerry, maggio 2026
Fondi in recupero0%statistiche PeerBerry
Investimento minimo10 euroPeerBerry
Sede legale / operativaZagabria (Croazia) / Vilnius (Lituania)bilancio 2024
Licenzanessuna (ECSP in Lituania annunciata nel 2024, esito non comunicato)vedi sezione regolamentazione

Un dettaglio che colpisce: il portafoglio in essere e’ passato da 119,6 milioni a marzo 2026 a 150,2 milioni ad agosto, cioe’ +25% in cinque mesi. Il motore e’ l’offerta di prestiti brevi, la cui quota nel portafoglio e’ salita dal 7% di inizio anno al 19,5% di agosto (comunicato PeerBerry del 14 agosto 2026). Ne riparliamo, perche’ spiega anche il vecchio problema del cash drag.


Come funziona per chi investe dall’Italia

La meccanica e’ quella standard di un marketplace P2P, con tre particolarita’ che vale la pena conoscere prima di aprire il conto.

  1. Registrazione e verifica (KYC). Serve un documento e una prova di residenza. Il sito e’ disponibile in inglese, tedesco, spagnolo e francese: non esiste una versione italiana, ne’ un’assistenza in italiano. Se l’inglese non ti e’ familiare, e’ un ostacolo reale.
  2. Deposito via bonifico SEPA. Nessuna commissione di deposito o prelievo dichiarata. Il conto e’ in euro.
  3. Scelta dei prestiti o Auto Invest. Cinque categorie: prestiti brevi al consumo (fino a 120 giorni, la maggior parte entro 30), prestiti lunghi (da 120 giorni a 4 anni), leasing, immobiliare, business. L’Auto Invest permette di filtrare per tipo, originatore, paese, rendimento e durata.
  4. Protezioni contrattuali. Due meccanismi: il buyback (riacquisto), per cui se il debitore e’ in ritardo di oltre 60 giorni l’originatore ricompra il prestito con gli interessi; e la garanzia di gruppo, per cui le societa’ del gruppo Aventus (e del gruppo Gofingo) garantiscono l’una per l’altra. Attenzione alla parola “contrattuali”: non c’e’ nessuna autorita’ dietro, solo la promessa del gruppo.
  5. Uscita anticipata. Dal 15 gennaio 2026 esiste un mercato secondario a commissioni zero, ma con una detenzione minima di sei mesi prima di poter vendere e con la vendita solo dell’intera posizione. A marzo 2026 il volume mensile era di circa 390.000 euro: un mercato piccolo, non una via d’uscita garantita. Come funzionano questi mercati in generale lo spieghiamo in mercato secondario nel crowdfunding.

Programmi che alzano il rendimento. Bonus di benvenuto: +0,5% sugli investimenti per 90 giorni, a condizione di investire almeno 10 euro entro 30 giorni dalla registrazione. Livelli fedelta’: Silver da 10.000 euro di portafoglio (+0,5%), Gold da 25.000 (+0,75%), Platinum da 40.000 (+1%), con priorita’ crescente nella coda dell’Auto Invest. PeerBerry ha dichiarato a luglio 2026 che oltre il 90% del portafoglio appartiene a investitori con un livello fedelta’. Tradotto: la piattaforma vive di clienti grandi, e i piccoli sono in fondo alla fila quando i prestiti scarseggiano.


Il punto di forza: nove anni senza perdite e la prova della guerra

Qui i fatti sono a favore di PeerBerry, e vanno riconosciuti senza sconti.

Nessuna perdita di capitale dal 2017. Le statistiche ufficiali riportano 0% di fondi in recupero. Per capire quanto sia raro, basta il confronto con Mintos, il marketplace piu’ grande d’Europa: ad aprile 2026 aveva circa il 18,7% del portafoglio in recupero (122-130 milioni), salito al 28,8% nell’estate 2026 secondo P2P Empire (dettagli in Mintos per investitori italiani). O con EstateGuru, che a maggio 2026 aveva oltre il 60% del portafoglio in recupero.

I prestiti di guerra. Nel febbraio 2022 circa un terzo del portafoglio PeerBerry era su prestiti in Ucraina e Russia, congelati dalla guerra e dalle sanzioni. Molti osservatori davano quei soldi per persi. Il gruppo Aventus e il gruppo Gofingo hanno invece rimborsato in proprio, a rate: 36,8 milioni entro aprile 2023, e il saldo completo, 51,4 milioni di euro interessi compresi, il 16 dicembre 2024. E’ l’unico caso nel P2P europeo in cui una garanzia di gruppo e’ stata messa alla prova in condizioni estreme e ha retto fino in fondo.

Il garante ha i soldi. Il gruppo Aventus ha chiuso il 2025 con 95,67 milioni di euro di utile netto, 411 milioni di ricavi da interessi e un patrimonio netto di 225,68 milioni (comunicato PeerBerry sui risultati Aventus 2025). A fronte di un portafoglio PeerBerry di 150 milioni, il cuscinetto teorico e’ ampio.

Questo e’ il lato luminoso. Adesso l’altro.


Il problema numero uno: un solo gruppo, un solo uomo

Il dato che decide il giudizio su PeerBerry e’ questo: oltre l’83% dei prestiti proviene dal gruppo Aventus e dalle societa’ collegate (stima P2P Empire, confermata dalla struttura degli originatori nelle statistiche ufficiali, dove circa 17 dei 28 originatori censiti a maggio 2026 appartenevano ad Aventus). I 35 originatori da 17 paesi dichiarati ad agosto 2026 sono in gran parte societa’ dello stesso gruppo che operano in paesi diversi: Kazakistan, Filippine, Moldavia, Polonia, Sudafrica, Kenya, Nigeria, e dal 2026 anche Tanzania e Canada.

Con un esempio: e’ come avere un portafoglio di 35 obbligazioni di 35 societa’ diverse, e scoprire che 29 di quelle societa’ hanno lo stesso proprietario. Se il proprietario va in difficolta’, le 29 vanno in difficolta’ insieme. La “diversificazione” e’ vera sulla carta e molto meno nella sostanza. Nel comunicato del 14 agosto 2026 PeerBerry stessa elenca cinque gruppi presenti nel portafoglio (Aventus, Gofingo, SIB, Lithome, Litelektra), ma non pubblica la quota di ciascuno: la percentuale precisa di Aventus e’ un dato non comunicato dalla piattaforma.

Il secondo strato del problema e’ la proprieta’. Dall’agosto 2022 Andrejus Trofimovas, amministratore delegato del gruppo Aventus, possiede il 50% di PeerBerry (Crowdfund Insider, agosto 2022). Gli altri due soci hanno il 25% ciascuno. La piattaforma che dovrebbe selezionare e controllare i prestiti e il gruppo che li origina sono controllati dalla stessa persona. E’ un conflitto di interessi (situazione in cui chi controlla ha interesse a non essere severo con se’ stesso) che nessun contratto di buyback puo’ eliminare, e su cui non vigila nessuna autorita’ indipendente.

Come si combina con la garanzia di gruppo? La garanzia protegge dal default del singolo debitore o del singolo originatore. Non protegge dal default del gruppo intero, perche’ il garante e’ il gruppo. Nel 2022 ha funzionato perche’ Aventus era sana e il problema riguardava un terzo del portafoglio. Se il problema fosse Aventus stessa, non ci sarebbe nessuno a rimborsare. Sui limiti di queste protezioni abbiamo scritto una guida dedicata: buyback e provision fund, quanto proteggono davvero.


Il problema numero due: nessuna licenza, e una domanda ECSP ferma da due anni

PeerBerry non e’ un fornitore di servizi di crowdfunding autorizzato ai sensi del regolamento europeo ECSP (Reg. UE 2020/1503), non e’ un’impresa di investimento MiFID II e non e’ vigilata da nessuna autorita’ dei mercati finanziari. La societa’, Peerberry d.o.o., e’ registrata in Croazia come impresa che svolge “attivita’ legate ai servizi finanziari”; i prestiti che compri sono giuridicamente diritti di credito, non strumenti finanziari.

Che cosa comporta in pratica:

  • Nessuno schema di indennizzo. Mintos, con licenza MiFID II in Lettonia, aderisce a uno schema che copre fino a 20.000 euro in caso di frode o insolvenza dell’intermediario. PeerBerry no. Se la societa’ fallisce, l’unica tutela e’ la separazione dei fondi dei clienti, che non e’ verificata da un’autorita’.
  • Nessun obbligo di informativa standardizzata. Le piattaforme ECSP devono pubblicare la scheda KIIS per ogni progetto e statistiche sui default secondo criteri uniformi. Le statistiche di PeerBerry sono ricche, ma le decide PeerBerry.
  • Bilanci senza revisore dichiarato. I bilanci di Peerberry d.o.o. sono pubblicati (2024: ricavi 2,2 milioni, utile 579.000 euro), ma non riportano un revisore esterno indipendente, mentre alle piattaforme ECSP viene chiesto.

Nell’autunno 2024 PeerBerry aveva annunciato la collaborazione con la Banca di Lituania per ottenere una licenza ECSP e lanciare una piattaforma di crowdfunding separata. A settembre 2026, quasi due anni dopo, non risulta alcun aggiornamento pubblico: ne’ una licenza concessa, ne’ un ritiro della domanda. Va detto con chiarezza: non sappiamo perche’. Puo’ essere lentezza burocratica, puo’ essere un ostacolo di sostanza. Quello che sappiamo e’ che la spin-off Crowdpear, che condivide parte degli azionisti e lo stesso amministratore delegato di PeerBerry, ha ottenuto la licenza ECSP lituana gia’ nel luglio 2023. Un investitore prudente dovrebbe chiedersi perche’ la piattaforma grande non ci sia ancora arrivata.

Come verificare da soli se una piattaforma estera e’ autorizzata, e cosa significa non trovarla nel registro ESMA, lo spieghiamo in Registro Consob crowdfunding: come verificare una piattaforma.


Cash drag: il rendimento reale e’ piu’ basso di quello dichiarato

Il cash drag (letteralmente “freno della liquidita’”) e’ il denaro che resta fermo sul conto perche’ non ci sono abbastanza prestiti da comprare. Su PeerBerry e’ stato per anni il reclamo numero uno: la domanda degli investitori superava l’offerta, e senza un livello fedelta’ l’Auto Invest restava a mani vuote per giorni. Il risultato e’ che un tasso dichiarato dell’11% diventava un rendimento effettivo piu’ basso, perche’ una parte del capitale non lavorava.

Nel 2026 la situazione sembra migliorata: la quota di prestiti brevi e’ quasi triplicata (dal 7% al 19,5% del portafoglio) e ad agosto sono stati finanziati 39,36 milioni contro i 23,46 di marzo. Piu’ offerta significa meno cash drag. Ma resta il fatto strutturale: la priorita’ nella coda va ai Platinum, poi ai Gold, poi ai Silver, e il 90% del portafoglio e’ in mano ai livelli fedelta’. Chi entra con 500 euro compra quello che resta.

Anche il giudizio degli utenti riflette questo: su Trustpilot PeerBerry ha circa 3,8 su 5 (aprile 2026), con il 72% di cinque stelle ma il 16% di una o due, e il cash drag tra le lamentele piu’ frequenti. E’ un voto inferiore a quello di diversi concorrenti dello stesso livello.


Fiscalita’ per l’investitore italiano

PeerBerry e’ una piattaforma estera senza sostituto d’imposta in Italia. Questo significa che:

  • gli interessi arrivano lordi e devi dichiararli tu, con l’imposta sostitutiva del 26% sui redditi di capitale (quadro RM) oppure, secondo l’interpretazione seguita, nel quadro RL;
  • il conto PeerBerry va indicato nel quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attivita’ estere, con il calcolo dell’IVAFE (imposta sul valore delle attivita’ finanziarie detenute all’estero, 0,2% annuo);
  • gli estratti conto in inglese vanno conservati per eventuali controlli.

Non e’ complicato, ma non e’ automatico come su una piattaforma italiana ECSP che applica la ritenuta alla fonte. La guida completa e’ in Tassazione del crowdlending in Italia. In caso di dubbio, un commercialista che conosce il quadro RW vale piu’ del rendimento extra di un anno.


PeerBerry a confronto con Mintos e Maclear

CriterioPeerBerryMintosMaclear
ModelloMarketplace a originatoriMarketplace a originatoriPrestito diretto a PMI
Rendimento dichiarato10-15% (media 11,04%)8-11% netto14,5-14,9%
LicenzaNessuna (ECSP LT in attesa dal 2024)MiFID II LettoniaSRO svizzera PolyReg (solo antiriciclaggio), non ECSP
Schema di indennizzoNoFino a 20.000 euroNo
Fondi in recupero0%28,8% (estate 2026, P2P Empire)0,15% default (autodichiarato)
Concentrazione principaleOltre 83% gruppo AventusALPPES/Eleving ~30-43%Debitori indipendenti
Conflitto proprieta’/originatoreSi (AD Aventus = 50% piattaforma)Si (azionisti in comune con Eleving)No noto
Mercato secondarioSi, 0% commissioni, 6 mesi di attesaSi, 0,85% venditoreNo
Minimo10 euro50 euro50 euro
Lingua italianaNoNoNo
Voto P2P Expert7,08,69,2 (Scelta della redazione)

La lettura in due righe: Mintos e’ la piu’ regolamentata e la peggiore sui recuperi; PeerBerry e’ la migliore sui recuperi e la meno regolamentata; Maclear alza il rendimento e diversifica per debitore, ma con un regime di vigilanza altrettanto leggero. Nessuna delle tre e’ una base prudente per un principiante: per quello ci sono le piattaforme italiane ECSP della nostra classifica.

Scelta della redazione: Maclear. Se l’obiettivo e’ la quota ad alto rendimento del portafoglio, la nostra preferenza rispetto a PeerBerry resta Maclear, per un motivo preciso: il rischio e’ distribuito su piu’ imprese debitrici indipendenti, non su un unico gruppo. Rendimenti realizzati dichiarati del 14,5-14,9%, tasso di default dichiarato dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro di masse gestite, circa 35.000 investitori, bonus di benvenuto di 30 euro. I caveat sono altrettanto precisi: Maclear e’ vigilata da una SRO svizzera (PolyReg, ai sensi dell’articolo 24 della legge antiriciclaggio) che copre solo la conformita’ antiriciclaggio; non e’ una piattaforma ECSP, non offre alcuno schema di tutela dell’investitore, e lo 0,15% di default e’ autodichiarato e non validato da un’autorita’, esattamente come lo 0% di PeerBerry. Nel 2025 il default del debitore italiano Vibroedil e’ stato coperto dai fondi personali del CEO, non dall’escussione del collaterale: il canale formale di recupero non e’ mai stato testato. Visita Maclear (link affiliato: P2P Expert riceve una commissione, il giudizio non cambia). La recensione completa e’ in Maclear opinioni e recensione 2026.


Per chi e’ PeerBerry, e per chi no

Ha senso per chi conosce gia’ la meccanica del P2P, accetta consapevolmente che il proprio rischio sia legato a un unico gruppo in cambio di uno storico impeccabile, e vuole una componente al 10-12% con prestiti brevi che rientrano in fretta. Con 10 euro di minimo e l’Auto Invest, e’ anche un buon terreno per imparare con somme piccole.

Non ha senso come prima piattaforma, come sostituto del conto deposito (confronto in crowdlending vs conto deposito vs BTP), o per chi vuole poter uscire in fretta: sei mesi di attesa per il secondario e un mercato da poche centinaia di migliaia di euro al mese non sono liquidita’. E non ha senso per chi cerca una tutela regolamentare: qui non c’e’.

La nostra regola di dosaggio, la stessa di diversificare un portafoglio di crowdlending: una piattaforma senza licenza e con concentrazione su un solo gruppo non dovrebbe superare una quota che sei disposto a vedere azzerata senza cambiare i tuoi piani. Per la maggior parte delle persone e’ una cifra a una sola cifra percentuale del patrimonio investito.


Cosa monitorare nei prossimi mesi

  1. L’esito della domanda ECSP in Lituania. Se arriva la licenza, PeerBerry cambia categoria e il voto va rivisto. Se viene ritirata, cambia in senso opposto.
  2. La quota Aventus. Se PeerBerry iniziasse a pubblicare la ripartizione per gruppo, sarebbe un passo di trasparenza importante; se la quota scendesse sotto il 70%, la concentrazione diventerebbe piu’ gestibile.
  3. Il bilancio 2025 e la presenza di un revisore. Il bilancio 2024 e’ uscito a maggio 2025; quello 2025 e’ atteso, e la nomina di un revisore esterno sarebbe un segnale.
  4. I nuovi mercati. Tanzania, Nigeria, Canada: prestiti al consumo in paesi con storia creditizia molto diversa. Ogni nuovo paese e’ un rischio in piu’ che il buyback trasferisce sul gruppo, non elimina.

Domande frequenti

PeerBerry e’ sicura? Ha lo storico piu’ pulito tra i grandi marketplace europei (zero perdite dal 2017, prestiti di guerra rimborsati per intero), ma non ha nessuna licenza e oltre l’83% del portafoglio dipende dal gruppo Aventus. “Sicura” nel senso di un conto deposito, no. Affidabile finora, si’.

PeerBerry e’ autorizzata in Italia o in Europa? No. Non ha licenza ECSP, non e’ un’impresa di investimento MiFID II e non compare nel registro ESMA. La domanda ECSP annunciata in Lituania nel 2024 non ha un esito pubblico a settembre 2026.

Quanto rende davvero PeerBerry? Il tasso medio dichiarato e’ 11,04%, con prestiti tra il 10% e il 15% circa. Il rendimento effettivo dipende da quanto capitale resta fermo (cash drag) e dal livello fedelta’: chi ha meno di 10.000 euro investiti non ha bonus e ha meno priorita’ sui prestiti.

Come si dichiarano i guadagni di PeerBerry in Italia? Gli interessi vanno dichiarati con imposta al 26% e il conto va indicato nel quadro RW con IVAFE. PeerBerry non applica ritenute per l’Italia: la responsabilita’ e’ tutta dell’investitore.

Posso ritirare i soldi quando voglio? No. I fondi non investiti si prelevano liberamente, ma i prestiti restano vincolati fino alla scadenza o al riacquisto. Il mercato secondario richiede sei mesi di detenzione minima e la vendita dell’intera posizione.


Nota sul rischio. Investire in prestiti tramite piattaforme comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale. PeerBerry non e’ vigilata da un’autorita’ dei mercati finanziari e non offre schemi di indennizzo. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Questo articolo ha finalita’ informative e non costituisce consulenza finanziaria.

Fonti

  1. PeerBerry - Agosto 2026: superati i 3,5 miliardi di prestiti finanziati (comunicato del 3 settembre 2026)
  2. PeerBerry - Quanto e’ diversificata PeerBerry oggi: dentro il portafoglio da 147 milioni (14 agosto 2026)
  3. PeerBerry - Oltre il 90% del portafoglio appartiene a investitori fedelta’ (22 luglio 2026)
  4. PeerBerry - statistiche ufficiali
  5. PeerBerry - utile netto del gruppo Aventus di 95,7 milioni nel 2025
  6. PeerBerry - bilancio annuale 2024 (PDF)
  7. Crowdfund Insider - l’AD di Aventus diventa azionista di PeerBerry (agosto 2022)
  8. Alternative Credit Investor - rimborso quasi completo dei prestiti colpiti dalla guerra (novembre 2024)
  9. P2P Empire - recensione PeerBerry 2026 (stima concentrazione Aventus, fondi in recupero)
  10. Trustpilot - profilo PeerBerry
  11. ESMA - registro dei fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati

Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026 A cura di: La Redazione di P2P Expert


Guide correlateContinua a leggere
P2P Expert
Osservatorio indipendente del crowdinvesting · p2pexpert.it

Avvertenza sul rischio. Investire in crowdinvesting comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale, di mancanza di liquidità e di mancato rendimento. I prodotti illustrati non sono coperti da sistemi di garanzia dei depositi. P2P Expert è un osservatorio editoriale indipendente: i contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione di investimento. Valuta sempre la documentazione ufficiale della piattaforma e, se necessario, rivolgiti a un consulente abilitato.

© 2026 P2P Expert · Fatto in Italia · Indipendente