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Guida introduttiva

Recrowd riattivata: cosa devono sapere gli investitori dopo la revoca della sospensione

Recrowd riattivata: cosa devono sapere gli investitori dopo la revoca della sospensione
In breve
  • Banca d'Italia ha rimosso la sospensione di Recrowd dopo 13 mesi: 5,32 milioni di capitale, nuovo CEO, sanzione da 26.000 euro. Cosa cambia per chi investe.

In breve. Il 7 settembre 2026 Recrowd ha comunicato che Banca d’Italia ha rimosso il provvedimento di sospensione del 31 luglio 2025. Dopo tredici mesi senza nuove campagne, la piattaforma di crowdlending immobiliare torna a pubblicare progetti. Nel frattempo è cambiato quasi tutto: 5,32 milioni di euro di ricapitalizzazione in due tranche, un nuovo socio di riferimento al 49,5%, un nuovo amministratore delegato che arriva dal credito deteriorato bancario, controlli di secondo e terzo livello affidati a soggetti esterni. Restano sul tavolo una sanzione da 26.000 euro del giugno 2026, un tasso di default dichiarato del 37,65% sull’annata 2025 e una pagina statistiche ferma a un anno fa. La revoca chiude il capitolo regolamentare, non quello del portafoglio. Chi ha posizioni aperte non deve fare nulla di diverso da prima; chi valuta di investire ha davanti una piattaforma nuova nella governance ma ancora da dimostrare nei numeri.

Da mesi, in fondo alla nostra scheda su Recrowd, stava scritto: “finché Banca d’Italia non chiarisce pubblicamente l’esito della sospensione, la nostra posizione è di stare alla larga”. Il chiarimento è arrivato. Questo articolo spiega cosa è successo esattamente, cosa è cambiato nella società, cosa non è cambiato nel portafoglio e cosa significa per le due categorie di lettori che ci scrivono da un anno: chi ha soldi bloccati nei progetti in ritardo e chi si chiede se Recrowd sia tornata investibile.


Cosa è successo: la cronologia completa

Per capire la riattivazione bisogna avere davanti tutta la sequenza, perché la revoca è l’ultimo atto di un procedimento durato più di un anno.

  • 24 febbraio - 13 maggio 2025. Banca d’Italia svolge un accertamento ispettivo presso Recrowd S.r.l.
  • 31 luglio 2025. Banca d’Italia dispone la sospensione di Recrowd dall’attività di intermediazione nella concessione dei prestiti, ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 2, lettera h) del Regolamento UE 2020/1503 (il regolamento europeo ECSP, che disciplina le piattaforme di crowdfunding). La misura blocca le nuove campagne ma lascia operativi i conti di pagamento, il monitoraggio dei progetti già finanziati e l’assistenza agli utenti. Le motivazioni non vengono rese pubbliche.
  • 30 agosto 2025. Recrowd presenta il piano di rimedio richiesto, con attuazione prevista entro il 31 ottobre 2025.
  • Ottobre 2025. Primo aumento di capitale, 3,3 milioni di euro.
  • 16 giugno 2026. Banca d’Italia adotta il provvedimento sanzionatorio n. 181, pubblicato il 10 luglio 2026: sanzione amministrativa di 26.000 euro a carico della società. Secondo BeBeez, nel determinare l’importo l’autorità ha tenuto conto delle iniziative correttive adottate nel frattempo. I rilievi vengono descritti come carenze nella gestione e nel controllo dei rischi; il dettaglio non è pubblico.
  • Fine agosto 2026. Secondo aumento di capitale, 2,02 milioni di euro. Totale della ricapitalizzazione: 5,32 milioni di euro.
  • 7 settembre 2026. Recrowd comunica la rimozione del provvedimento di sospensione, “a valle della conclusione del procedimento amministrativo di verifica, da parte dell’Autorità di Vigilanza, dell’avvenuto superamento dei rilievi formulati”. La piattaforma annuncia la ripresa “progressiva” della pubblicazione di nuovi progetti.

Un dettaglio che vale la pena fissare: la sospensione era stata disposta da Banca d’Italia, non da Consob. In Italia le due autorità si dividono il crowdfunding per obiettivi di vigilanza. Consob autorizza i gestori non bancari (Recrowd ha la delibera n. 22906 del 29 novembre 2023) e vigila su trasparenza e correttezza verso gli investitori. Banca d’Italia conserva la vigilanza su governo societario e controllo dei rischi, ed è in questa veste che ha sospeso, sanzionato e ora riattivato. Chi legge “Recrowd riautorizzata da Consob” legge una cosa imprecisa: l’autorizzazione Consob non è mai stata revocata, è la sospensione di Banca d’Italia a essere venuta meno.


Cosa è cambiato nella società

La riattivazione non è un ritorno allo stato precedente. Recrowd del settembre 2026 è, dal punto di vista di chi la controlla e di chi la gestisce, una società diversa da quella del luglio 2025.

Il capitale e i soci

I 5,32 milioni di ricapitalizzazione hanno ridisegnato la compagine sociale. I nomi dei nuovi soci non sono stati comunicati ufficialmente da Recrowd, ma BeBeez li ha ricostruiti dalla visura camerale (il documento pubblico che riporta i soci di una società):

  • Hyperion Investor sàrl, veicolo di investimento lussemburghese, è il nuovo socio di riferimento con il 49,5%. È co-fondato da Giorgio Bruno (ex amministratore delegato di Prelios, trent’anni nel gruppo Pirelli), Emiliano Di Bartolo e Antonio Ferrara (co-fondatori di Monety, società di mediazione creditizia del gruppo Gabetti) e dall’avvocato Emanuele Grippo. La quota deriva da quella di Esperia Investor, che era entrata nel 2021 con il 43% ed era il precedente socio di riferimento.
  • Mare e Monti srl, con il 13,42%, fa capo al nuovo amministratore delegato Andrea Clamer (tramite AC Valuecreation srl) insieme a Massimiliano Ingrosso e Stefano Platini di Sorec, società attiva nel settore dei crediti deteriorati.
  • FMA16 srl (famiglia Fiordellisi) sale dal 9,12% all’11,64%.
  • DEX Capital srl, veicolo del co-fondatore Gianluca De Simone e famiglia, ha il 9,58%.
  • Growth Capital scende dal 5% al 3,08%.
  • Il co-fondatore e ex direttore operativo Massimo Traversi esce dalla compagine sociale.

Prima della ricapitalizzazione i tre fondatori avevano il 10,59% ciascuno. Oggi la maggioranza relativa è in mano a un investitore esterno con esperienza nell’immobiliare istituzionale, e il management ha una quota diretta rilevante. In termini di incentivi è un cambio di paradigma: chi decide oggi ha messo soldi propri dopo la crisi, non prima.

La governance

Il consiglio di amministrazione è stato rinnovato. Andrea Clamer è il nuovo amministratore delegato: fino a gennaio 2025 ha guidato l’area Distressed Credit (poi Specialised Credit) di illimity, la banca nata dalla Spac di Corrado Passera, e prima ancora l’area NPL di Banca Ifis. NPL sta per non-performing loans, crediti deteriorati: in parole semplici, Clamer ha passato la carriera a gestire prestiti che non vengono rimborsati. Per una piattaforma il cui tasso di default dichiarato è passato dal 9,26% al 37,65% in due annate, è un profilo coerente con il problema da risolvere. Giorgio Luca Bruno è il nuovo presidente. I co-fondatori Gianluca De Simone e Simone Putignano restano nel consiglio; Elena Perriello guida le operations.

I controlli

È la parte che interessa di più a chi investe, perché è quella su cui Banca d’Italia aveva sollevato i rilievi. Secondo il comunicato ripreso da Teleborsa e i dettagli riportati da BeBeez:

  • le funzioni di controllo sono state “completamente ridisegnate” su più livelli, con risk management e compliance come controlli di secondo livello e internal audit come terzo livello, affidati a soggetti terzi e indipendenti;
  • è stata introdotta una separazione tra chi propone le operazioni e chi le valuta;
  • sono state riviste le procedure su pricing, selezione dei progetti, gestione dei conflitti di interesse, monitoraggio delle posizioni dopo l’erogazione e gestione dei reclami;
  • è stato istituito un comitato di direzione a supporto del consiglio, con controllo incrociato sulle decisioni.

Clamer ha sintetizzato così nel suo post: “Investire su una piattaforma significa comprarne anche i controlli: contano quanto il rendimento”. È una frase che sottoscriviamo, con una precisazione: i controlli si giudicano quando vengono messi alla prova, non quando vengono annunciati.


Cosa non è cambiato: il portafoglio

Qui bisogna essere netti, perché la notizia della riattivazione rischia di far dimenticare i numeri.

I tassi di default dichiarati. Recrowd pubblica, come richiede l’articolo 20 del Regolamento ECSP, i tassi di default per annata: 9,26% (2023), 32,43% (2024), 37,65% (2025), con un 45,99% atteso per il 2026. La revoca della sospensione non modifica questi numeri. I progetti finanziati nel 2024 e nel 2025 sono gli stessi di prima, con gli stessi debitori e gli stessi ritardi. Un nuovo consiglio di amministrazione può gestire meglio il recupero, non può cancellare il deterioramento già avvenuto.

Il tasso di perdita non è pubblicato. Recrowd precisa che un progetto in default non implica necessariamente una perdita definitiva. È vero, ma significa che nessuno sa, dall’esterno, quanto capitale sia stato effettivamente perso. La pagina con i dati sui ritardi e sui recuperi, al momento in cui scriviamo, riporta informazioni ferme al 1 settembre 2025.

I rimborsi durante la sospensione. Il dato positivo, comunicato dalla società: durante i tredici mesi sono stati restituiti agli investitori oltre 35 milioni di euro tra capitale e interessi, portando i rimborsi complessivi dal 2019 a oltre 162 milioni a fronte di oltre 224 milioni raccolti. È un numero da leggere con attenzione. La differenza tra raccolto e restituito, circa 62 milioni, non è tutta “a rischio”: una parte è capitale di progetti in corso regolare. Ma include anche tutti i progetti in ritardo e in default, e Recrowd non pubblica la scomposizione. Un dato che la nuova governance potrebbe rendere pubblico domani, se vuole davvero distinguersi dal passato.

L’assenza di un mercato secondario. Chi ha capitale in un progetto in ritardo non può venderlo ad altri investitori. La posizione resta aperta fino al rimborso o alla fine del recupero, esattamente come prima.


Cosa significa per chi ha già posizioni aperte

Se hai investito su Recrowd prima del luglio 2025, la riattivazione cambia poco nella pratica quotidiana, ma cambia il contesto.

Non cambia: i tuoi contratti di prestito sono tra te e la società debitrice, non con la piattaforma. Il rimborso dipende dall’esito del singolo progetto. I conti di pagamento restano presso soggetti terzi (TPPay per i conti aperti dal maggio 2025, Lemonway per i precedenti) e la liquidità disponibile può in genere essere prelevata.

Cambia in meglio: la piattaforma che gestisce il recupero ha ora un amministratore delegato con esperienza specifica nei crediti deteriorati, controlli esterni indipendenti e 5,32 milioni di capitale fresco. Il rischio che la piattaforma stessa chiudesse, lasciando i progetti in ritardo senza nessuno a seguirli (lo scenario che abbiamo descritto in cosa succede se una piattaforma fallisce), si è ridotto in modo sostanziale.

Cosa fare: le stesse cose di prima. Scaricare e conservare la documentazione contrattuale di ogni posizione dall’area riservata; seguire le comunicazioni ufficiali di Recrowd invece dei forum; segnalare per iscritto, tramite il canale reclami (che è tra le procedure riviste), eventuali addebiti di costi legali o di recupero che ritieni non previsti dal contratto. Su quest’ultimo punto, diversi investitori hanno scritto su Trustpilot fra luglio e agosto 2026 che la piattaforma avrebbe addebitato agli investitori i costi di recupero sui progetti in default. Non abbiamo trovato conferma in alcun documento di Recrowd e lo riportiamo come segnalazione degli utenti, non come fatto accertato. È però esattamente il tipo di questione su cui la nuova procedura reclami dovrebbe dare risposte scritte.


Cosa significa per chi valuta di investire ora

La domanda che riceviamo più spesso è: “Recrowd è tornata investibile?”. La risposta onesta è: è tornata legalmente operativa; se sia investibile lo diranno i prossimi dodici mesi.

Ecco i criteri che useremo noi per aggiornare la scheda, e che suggeriamo a chiunque voglia valutare la piattaforma.

  1. La qualità dei primi nuovi progetti. Recrowd ha parlato di ripresa “progressiva” con “attenzione e responsabilità”. Vale la pena leggere le prime schede con la lente della nuova procedura di selezione: chi è il debitore, quale garanzia, quale rapporto tra prestito e valore dell’immobile, chi ha valutato l’operazione e se è persona diversa da chi l’ha proposta.
  2. L’aggiornamento delle statistiche. La pagina dei ritardi è ferma al 1 settembre 2025. Una governance che ha “ridisegnato completamente” i controlli dovrebbe pubblicare dati aggiornati come primo atto. Se dopo la riattivazione la pagina resta ferma, è un segnale.
  3. La pubblicazione del tasso di perdita. Distinto dal tasso di default. È l’unico numero che dice quanto capitale gli investitori delle annate 2024 e 2025 abbiano davvero perso.
  4. L’andamento dell’annata 2026 dichiarata al 45,99%. Quel numero era una previsione fatta sotto sospensione, riferita a progetti erogati prima dello stop. Come evolverà con la nuova gestione del recupero è il test più diretto.
  5. La gestione dei conflitti di interesse con i nuovi soci. Hyperion Investor e Sorec operano nell’immobiliare e nei crediti deteriorati. Non è un problema in sé, anzi è competenza utile; diventa un problema se progetti collegati ai soci finiscono sulla piattaforma senza un’informativa chiara. La procedura sui conflitti è stata rivista: la si giudicherà dalle schede.

La nostra posizione editoriale, in attesa: Recrowd esce dalla categoria “sotto provvedimento” ed entra in quella “in osservazione”. Non torna al voto che aveva prima della sospensione, perché quel voto era basato su un portafoglio che si è dimostrato molto peggiore di quanto sembrasse. Aggiorneremo la scheda alla prima campagna pubblicata e alla prima statistica aggiornata.


Il confronto con gli altri casi italiani

Recrowd è il primo caso italiano di piattaforma ECSP che esce da una sospensione e riprende l’attività. Fino a oggi la casistica andava in una sola direzione:

PiattaformaProvvedimentoEsito
Rendimento EticoSospensione Consob 120 giorni (dic 2025)Revoca dell’autorizzazione su richiesta della società (delibera 23895 del 4 marzo 2026)
Re-LenderNessunoLiquidazione volontaria (feb 2026), gestione del residuo a EvenFi
Bridge AssetSospensione Consob 1 anno (giu 2026)Ancora in corso; default dichiarato 0% giudicato fuorviante
RecrowdSospensione Banca d’Italia (31 lug 2025) + sanzione 26.000 euro (16 giu 2026)Sospensione rimossa il 7 settembre 2026 dopo ricapitalizzazione e cambio di governance

Il precedente più simile è Rendimento Etico, e lì la sospensione è finita con l’uscita dal mercato. Recrowd ha seguito la strada opposta: soci nuovi, capitale nuovo, management nuovo. Il fatto che sia stato possibile dice qualcosa di positivo sul sistema di vigilanza ECSP: una sospensione non è una condanna, è una richiesta di correzione, e chi corregge può tornare. Il fatto che ci siano voluti tredici mesi e 5,32 milioni di euro dice quanto fosse profondo il problema.

C’è anche una lezione sulla trasparenza. Recrowd, a differenza di Bridge Asset, ha sempre pubblicato tassi di default brutti. Chi leggeva la pagina statistiche nel 2025 vedeva l’annata 2024 al 32,43% e poteva decidere. Non ha evitato la sospensione, che riguardava governo societario e controllo dei rischi, ma ha lasciato agli investitori la possibilità di sapere. È il comportamento che ci aspettiamo da qualsiasi piattaforma, sospesa o no, e che raccontiamo in la mappa delle piattaforme sanzionate in Italia.


E per chi cerca rendimento nel frattempo

Per chi ha capitale immobilizzato su Recrowd e vuole comunque una componente ad alto rendimento nel portafoglio, senza attendere che la piattaforma dimostri la nuova gestione, ricordiamo la nostra Scelta della redazione per la quota di crowdlending estero. Con una premessa: è un’alternativa per settore e geografia (prestiti diretti a PMI europee, non immobiliare italiano), e non è un rifugio sicuro.

Scelta della redazione: Maclear. Rendimenti realizzati dichiarati del 14,5-14,9% annuo, tasso di default dichiarato dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro di masse gestite e circa 35.000 investitori, bonus di benvenuto di 30 euro. Attenzione però al regime: Maclear è vigilata da una SRO svizzera (PolyReg, ai sensi dell’articolo 24 della legge antiriciclaggio) che copre solo la conformità antiriciclaggio; non è una piattaforma ECSP, non offre alcuno schema di tutela dell’investitore e il suo 0,15% di default è autodichiarato, non validato da un’autorità. Il caso Recrowd insegna proprio questo: un tasso di default pubblicato dalla piattaforma vale quanto i controlli che ci stanno dietro. Nel 2025 il default del debitore italiano Vibroedil è stato coperto dai fondi personali del CEO, non dall’escussione del collaterale: il canale formale di recupero non è quindi mai stato testato. Da usare come componente ad alto rendimento e alto rischio, non come base. Visita Maclear (link affiliato: P2P Expert riceve una commissione, il giudizio non cambia). La recensione completa è in Maclear opinioni e recensione 2026.

Per una base regolamentata in Italia, le alternative immobiliari con autorizzazione ECSP e senza provvedimenti sono nella nostra guida alle migliori piattaforme di crowdfunding immobiliare, con i loro limiti ben documentati (ritardi e proroghe inclusi).


Domande frequenti

Recrowd è di nuovo autorizzata? L’autorizzazione Consob (delibera n. 22906 del 29 novembre 2023) non è mai stata revocata. Quello che è stato rimosso, il 7 settembre 2026, è il provvedimento di sospensione di Banca d’Italia del 31 luglio 2025. Recrowd può quindi tornare a intermediare nuovi prestiti.

Perché Recrowd era stata sospesa? Le motivazioni della sospensione non sono state rese pubbliche. Il provvedimento sanzionatorio del giugno 2026, che nasce dalla stessa ispezione, descrive i rilievi come carenze nella gestione e nel controllo dei rischi. Recrowd ha dichiarato di aver superato i rilievi attuando il piano di rimedio, e Banca d’Italia lo ha verificato.

Chi controlla Recrowd oggi? Secondo la visura camerale riportata da BeBeez, il socio di riferimento è Hyperion Investor sàrl con il 49,5%. Il nuovo amministratore delegato è Andrea Clamer, ex responsabile del credito deteriorato di illimity; il presidente è Giorgio Luca Bruno. I co-fondatori De Simone e Putignano restano in consiglio.

I tassi di default sono migliorati con la riattivazione? No. I tassi dichiarati restano 9,26% (2023), 32,43% (2024), 37,65% (2025) e 45,99% atteso (2026). La riattivazione riguarda la possibilità di pubblicare nuovi progetti, non i progetti già erogati. Recrowd non pubblica un tasso di perdita distinto dal tasso di default.

Conviene investire nei nuovi progetti di Recrowd? È presto per dirlo. La governance e i controlli sono stati rifatti, ma vanno visti alla prova: qualità delle prime schede, aggiornamento delle statistiche ferme al settembre 2025, pubblicazione del tasso di perdita. La nostra scheda passa da “sotto provvedimento” a “in osservazione” e verrà aggiornata alle prime campagne.


Nota sul rischio. Investire nel crowdlending comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale. Nessuno schema di indennizzo copre l’insolvenza del debitore. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.

Fonti

  1. Teleborsa - “Recrowd torna operativa con nuovi vertici e soci: rimosso il provvedimento di Bankitalia” (7 settembre 2026)
  2. BeBeez - “Recrowd riparte dopo lo stop di Banca d’Italia. Hyperion al 49,5% dopo 5,32 mln euro di ricapitalizzazione. Andrea Clamer nuovo ceo” (settembre 2026)
  3. Banca d’Italia - provvedimento sanzionatorio n. 181 del 16 giugno 2026 a carico di Recrowd S.r.l.
  4. Recrowd - domande frequenti sulla sospensione e avviso di rimozione
  5. Recrowd - informativa sui tassi di default (art. 20 Reg. UE 2020/1503)
  6. Consob - delibera n. 22906 del 29 novembre 2023, autorizzazione di Recrowd S.r.l.
  7. Filosofare sui mercati - “Crowdfunding, Recrowd riparte ma il mercato è tornato al 2020” (7 settembre 2026)

Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026 A cura di: La Redazione di P2P Expert


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