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Guida introduttiva

Trusters opinioni e recensione 2026: i numeri veri, i ritardi e il nuovo gruppo Entera

Trusters opinioni e recensione 2026: i numeri veri, i ritardi e il nuovo gruppo Entera
In breve
  • Recensione Trusters 2026: minimo 250 euro, un solo default dichiarato su 529 progetti mentre 80 hanno superato i 90 giorni di ritardo, e nessuna riga di perdita nelle statistiche. Voto aggiornato 6,0/10.

In breve. Trusters è una delle piattaforme italiane più longeve nel lending immobiliare: attiva dal 2018, autorizzata da Consob con delibera n. 22918 del 6 dicembre 2023, con un minimo di 250 euro per progetto. Al 1 settembre 2026 dichiara 99.198.497,29 euro raccolti su 529 progetti. Pubblica una tabella di stato per annata, cosa rara in Italia, ma quella tabella non ha una riga per il capitale perso: dichiara un solo default in otto anni, un progetto da 200.000 euro dell’annata 2020, mentre 80 progetti su 529 hanno superato la soglia dei 90 giorni di ritardo che la piattaforma stessa definisce, per circa 15,8 milioni di euro. Dal luglio 2026 il gruppo che la controlla non si chiama più CrowdFundMe: si chiama Entera, ne detiene il 58,325% ed è in perdita. Punteggio P2P Expert aggiornato: 6,0/10.

Correzioni rispetto alle versioni precedenti di questa pagina. L’investimento minimo era indicato in 100 euro: il dato corretto, verificato sulle operazioni attive, è 250 euro. La quota della capogruppo era indicata al 51%: è 58,325%. E il voto scende da 8,5 a 6,0, perché nella prima stesura non avevamo letto la tabella per annata, l’andamento crescente della quota in extra proroga e il dato sul rendimento delle operazioni chiuse in ritardo.

Chi cerca “Trusters opinioni” vuole sapere due cose: quanto rende davvero e se i soldi tornano indietro nei tempi previsti. Su Trusters le due domande hanno risposte diverse, e vale la pena separarle. Il rendimento c’è ed è coerente con quello che la piattaforma promette. I tempi sono la parte fragile.

A questo si aggiunge un fatto che nessuna recensione scritta prima di questa estate poteva contenere: la società quotata che controlla Trusters ha cambiato nome, azionista di riferimento, consiglio di amministrazione, revisore contabile e sede legale nel giro di quattro settimane.


Che cos’è Trusters e da dove arriva

Trusters è una piattaforma di lending crowdfunding immobiliare: un operatore immobiliare ha bisogno di denaro a breve termine per comprare, ristrutturare e rivendere un immobile, la piattaforma pubblica l’operazione, tu presti una somma e alla scadenza incassi capitale più interessi. È debito, non equity: non partecipi al guadagno dell’operazione, ricevi un tasso fisso concordato in partenza. La differenza fra i due modelli è spiegata per esteso in equity crowdfunding: come funziona e quali rischi.

La piattaforma nasce alla fine del 2018 come primo portale interamente italiano dedicato al lending immobiliare (le rassegne di settore indicano il 2019 come anno del primo esercizio pieno). Nel novembre 2022 CrowdFundMe, la prima piattaforma italiana di crowdinvesting quotata in Borsa, ne acquisisce il controllo. Nel dicembre 2023 Trusters ottiene da Consob l’autorizzazione ECSP prevista dal Regolamento UE 2020/1503, il quadro europeo che dal novembre 2023 è l’unico regime valido per le piattaforme di crowdfunding operanti in Italia. Come verificarla in prima persona lo spieghiamo in come verificare una piattaforma nei registri ufficiali.

L’investimento minimo è di 250 euro per progetto, verificato sulle operazioni attive al 1 settembre 2026. Il tasso che ricevi dipende dal taglio: 11,00% da 250 euro, 11,50% da 1.000, 12,00% da 5.000 e 12,50% oltre i 15.000, con un bonus early bird dell’1% disponibile dai 1.000 euro in su che il taglio minimo non riceve. Alcune recensioni più vecchie, comprese le versioni precedenti di questa pagina, indicavano 100 euro: non abbiamo trovato alcuna pagina della piattaforma che lo confermi né alcun annuncio di modifica.

La proprietà: Entera S.p.A. detiene il 58,325% di Trusters, mentre il veicolo dei fondatori, Digitech S.r.l., conserva circa il 30,53% con un’opzione di acquisto a favore della capogruppo esercitabile nel 2026. Il 51% che circola in molte recensioni, compresa la nostra precedente, era la quota dell’ingresso iniziale del 2022.


Il cambio di gruppo: da CrowdFundMe a Entera

Questo è il fatto nuovo del 2026 e va raccontato con precisione, perché nelle recensioni che trovi in giro non c’è ancora.

L’11 giugno 2026 è stato stipulato l’atto di fusione per incorporazione di Smart4Tech (controllata della holding Smart Capital) e di WeAreStarting dentro CrowdFundMe. Gli effetti contabili e fiscali decorrono dal 1° gennaio 2026. L’8 luglio 2026 l’assemblea dei soci ha completato l’operazione deliberando quattro cose insieme:

  1. Il cambio di nome della società da CrowdFundMe S.p.A. a Entera S.p.A.
  2. Il trasferimento della sede legale da Milano a Monza.
  3. Il rinnovo integrale del consiglio di amministrazione: sette componenti, tutti tratti dall’unica lista presentata dall’azionista Smart Capital, titolare di 1.770.100 azioni pari a circa il 30,974% del capitale. Presidente è Laura Pedrinazzi; nel consiglio siede anche Tommaso Baldissera Pacchetti, storico amministratore delegato di CrowdFundMe, che detiene l’11,01% del capitale.
  4. Il cambio del revisore legale: l’incarico è stato risolto consensualmente con BDO Audit Services e affidato a KPMG per il triennio 2026-2028.

L’assemblea ha inoltre esteso la durata della società dal 31 dicembre 2050 al 31 dicembre 2070 e adottato un nuovo statuto allineato al modello di Smart Capital.

Attenzione a un punto che spesso viene confuso: Trusters non è stata incorporata. A essere fuse dentro la capogruppo sono state Smart4Tech e WeAreStarting. Trusters resta una società distinta, con la propria autorizzazione ECSP intestata a sé, e cambia semplicemente il nome del gruppo che la controlla. La stessa operazione, vista dal lato equity, l’abbiamo raccontata nel confronto Mamacrowd vs CrowdFundMe.


Cosa cambia (e cosa non cambia) per chi ha già investito

Non cambia il contratto: i prestiti sottoscritti restano validi, con le stesse scadenze e gli stessi tassi. Non cambia l’autorizzazione, che è intestata a Trusters e non alla capogruppo. Non cambia la separazione dei fondi degli investitori dal patrimonio della piattaforma, prevista dal regime ECSP: la logica di questa separazione e i suoi limiti reali sono in cosa succede se una piattaforma di crowdfunding fallisce.

Cambia la catena di comando. Un consiglio nominato interamente da un azionista che pochi mesi fa non c’era ha per definizione priorità sue: quali linee di business finanziare, quanto spendere in selezione del credito, quanto investire nella comunicazione verso gli investitori.

Il nostro giudizio è che non ci sia nulla di allarmante: è un consolidamento dichiarato, fatto alla luce del sole su una società quotata, con obblighi informativi verso il mercato. Ma davanti a un cambio di controllo un investitore prudente non aumenta l’esposizione prima di aver visto almeno un ciclo completo di rimborsi sotto il nuovo assetto. Attenzione a non confondere questo con i segnali elencati in come riconoscere una piattaforma di crowdfunding rischiosa: lì il problema è l’opacità sugli assetti proprietari, qui il cambio è stato comunicato in modo puntuale e verificabile.


I numeri: cosa dicono i dati pubblicati

Il documento più dettagliato che Trusters abbia reso pubblico è l’Investor Report di luglio 2023. Vale la pena leggerlo per intero, perché contiene sia la parte che il marketing cita sempre, sia quella che cita molto meno.

La parte buona. Sui 185 progetti allora conclusi erano stati restituiti 27.027.765 euro, di cui 24.956.350 euro di capitale, con un interesse medio complessivo del 9,06%. Dal lancio, la piattaforma aveva raccolto oltre 45 milioni finanziando 286 progetti immobiliari, con una durata media dei prestiti di 13 mesi. Dei 185 prestiti restituiti, 152 (l’82%) avevano rispettato pienamente la scadenza e uno solo era andato in default.

La parte meno citata. I restanti 32 prestiti (il 17%) erano stati rimborsati in ritardo, per un controvalore di 4,4 milioni di euro. Il ritardo medio era di 7 mesi su una durata media originaria di 18 mesi: in proporzione, un allungamento di circa il 39% della vita prevista del prestito (nostro calcolo sui dati del report). I ritardi si concentravano sui prestiti del 2020 e 2021 (26 su 32), con il Covid indicato come causa nel 42% dei casi e i ritardi nei lavori nel 38%.

Sui progetti allora in corso, il 77,23% non presentava ritardi, il 5,94% era in ritardo e il 16,83% si trovava in stato di extra proroga, cioè aveva superato anche il periodo di proroga e maturato debiti verso gli investitori. Un dettaglio importante: di quelle 17 raccolte, 12 facevano capo a soli 3 emittenti che avevano lanciato le campagne fra il 2020 e il 2021. Vuol dire che il 71% dei casi più problematici era concentrato su tre controparti (nostro calcolo). È la dimostrazione pratica del motivo per cui, in come diversificare un portafoglio di crowdlending, insistiamo sul fatto che diversificare i progetti non basta: bisogna diversificare gli emittenti, perché è lì che il rischio si annida.

Per gestire i casi di extra proroga la piattaforma si avvale di uno studio legale esterno, e dal 2023 ha introdotto un rating finanziario terzo e indipendente fornito da Modefinance nella selezione delle società proponenti. Entrambe sono correzioni nella direzione giusta.

I dati più recenti. Sul 2025 il gruppo ha comunicato che Trusters ha restituito 17,3 milioni di euro agli investitori (+13% sull’anno precedente), con le operazioni rimborsate passate da 85 a 119 (+40%), e ha lanciato 79 nuovi progetti (+8% sui 73 del 2024) per 15,3 milioni raccolti. Il gruppo nel suo insieme ha chiuso il 2025 a 34 milioni di raccolta (+15% sui 29,5 milioni del 2024), portando il totale dal 2017 a 225 milioni su oltre 103.000 investimenti.

Notiamo una cosa che il comunicato non evidenzia: nel 2025 Trusters ha restituito più di quanto abbia collocato (17,3 milioni contro 15,3 milioni). Si può leggere in due modi opposti, entrambi legittimi. In positivo: la piattaforma sta chiudendo il pregresso e sceglie la prudenza invece della crescita a tutti i costi, coerentemente con quanto dichiarato dal gruppo. In negativo: il portafoglio si sta contraendo, e per una piattaforma che vive di commissioni sulle nuove raccolte questo è un dato da tenere sotto osservazione.


Il dato che manca: la trasparenza è arretrata

Qui sta la nostra critica principale, ed è una critica da osservatorio più che da recensore.

Nel 2023 Trusters pubblicava un Investor Report che diceva quanti prestiti erano in ritardo, di quanto, per quale motivo e su quante controparti si concentravano i casi peggiori. Nel 2026 quello che troviamo pubblicamente sono comunicati di gruppo con volumi aggregati: quanto è stato restituito, quante operazioni sono state chiuse, quanto è stato raccolto. Sono numeri veri, ma non permettono di ricostruire il tasso di puntualità né la percentuale di progetti in extra proroga oggi.

Non è un’accusa di scorrettezza: nessuna regola impone di pubblicare un investor report in quel formato, e la piattaforma resta autorizzata e vigilata. È però un passo indietro rispetto a uno standard che Trusters stessa si era data. La domanda concreta da fare all’assistenza prima di versare è una sola: qual è oggi la percentuale di progetti in corso in ritardo e in extra proroga? Se la risposta arriva con un numero e una data, è un ottimo segno. Se non arriva, quello è a sua volta un dato.

Le opinioni raccolte online dagli investitori raccontano una tensione reale sullo stesso fronte: ritardi nei rimborsi e assistenza percepita come lenta nelle fasi critiche sono i due temi ricorrenti. Sono testimonianze, non statistiche, e come tali le trattiamo: non dimostrano un problema sistemico, ma sono coerenti con i numeri che la piattaforma stessa aveva pubblicato.


Rendimento reale: dal 9,06% lordo a quello che resta in tasca

Facciamo il conto, perché è la parte che quasi nessuno completa.

Il rendimento medio realizzato sui progetti chiusi era del 9,06% lordo. In Italia i proventi da crowdlending sono tassati al 26%: il 9,06% lordo diventa quindi circa 6,70% netto, cioè circa 670 euro l’anno su 10.000 euro investiti e fatti ruotare per dodici mesi, sempre che tutti i prestiti rimborsino puntualmente.

C’è poi un secondo effetto che il tasso nominale non cattura: il tempo. Se un prestito al 10% annuo con durata prevista di 12 mesi rimborsa dopo 19 mesi, gli interessi maturati si spalmano su un periodo più lungo e il rendimento annualizzato effettivo scende. Il capitale, nel frattempo, non è tornato disponibile per essere reinvestito. Non è una perdita, ma è un costo reale che non compare da nessuna parte nella pagina dei rendimenti.

Come termine di paragone: nel nostro confronto fra crowdlending, conto deposito e BTP abbiamo verificato che a giugno 2026 un BTP decennale rendeva circa il 3,63% lordo con tassazione agevolata al 12,5%, e i conti deposito vincolati fra il 3,4% e il 3,6% lordo tassati al 26%. Il premio di Trusters rispetto a un titolo di Stato, al netto delle imposte, vale circa tre punti e mezzo l’anno: e per quei tre punti e mezzo stai accettando rischio di credito sull’operatore immobiliare, illiquidità fino a scadenza e il rischio che la scadenza si sposti. Il metodo completo per passare dal lordo al netto è in quanto si guadagna davvero con il crowdlending.


Cose da tenere d’occhio

  1. Il rischio è concentrato su un solo mercato. Trusters fa esclusivamente immobiliare italiano: se il mercato rallenta, rallentano insieme tutti i progetti in portafoglio. Il quadro di settore è in crowdfunding immobiliare: conviene davvero?.
  2. Gli emittenti si ripetono. Il dato del 2023 sui 3 emittenti responsabili di 12 casi su 17 di extra proroga è il segnale più utile di tutta la recensione. Prima di investire, guarda chi è la società proponente e quante altre operazioni ha già in corso.
  3. Nessuna garanzia sul capitale. Non esistono buyback, provision fund o schemi di compensazione. Perché anche dove esistono questi meccanismi proteggono meno di quanto sembri, l’abbiamo documentato in buyback e provision fund: quanto proteggono davvero.
  4. Liquidità nulla, e la piattaforma lo dice. Il footer di Trusters dichiara che il finanziamento è illiquido e che non è attualmente possibile cedere a terzi le somme finanziate: non esiste alcun mercato secondario. Hai un diritto di recesso di quattro giorni dalla sottoscrizione e nient’altro.
  5. Non esiste una riga delle perdite. La pagina delle statistiche non ha alcuna colonna per il capitale perso, recuperato o svalutato. Il riquadro “chiuso extra proroga / default strumento” è definito da Trusters stessa come rimborso oltre 90 giorni di ritardo in cui il recupero si è concluso con la restituzione delle somme dovute “anche solo parziale”. Quindi un’operazione in cui hai rivisto metà dei tuoi soldi risulta conclusa, e la metà mancante non è quantificata da nessuna parte.
  6. Un solo default dichiarato, ottanta operazioni oltre i 90 giorni. Sommando i riquadri come letti il 1 settembre 2026: 59 progetti conclusi per 11.960.550 euro e 20 ancora in corso per 3.599.797,29 euro avevano superato i 90 giorni di ritardo, più il default dichiarato da 200.000 euro. Fanno 80 progetti su 529 e circa 15,8 milioni su 99,2, cioè il 15,9% di tutto il capitale mai prestato. Limitandosi alle annate abbastanza mature da essersi concluse, dal 2019 al 2023, la quota sale a circa il 26,4%. Sono calcoli nostri sugli importi che pubblica Trusters, non percentuali che Trusters pubblica.
  7. La quota in difficoltà cresce a ogni rilevazione. Leggendo in sequenza i tre report agli investitori, la parte del portafoglio in corso in extra proroga passa dal 16,83% di luglio 2023 al 20,38% di dicembre 2023 al 27,93% di giugno 2025. Nello stesso arco di tempo i default dichiarati restano uno.
  8. Le operazioni chiuse in ritardo hanno reso quasi nulla. Il report al 30 giugno 2025 indica un interesse medio del 2,84% sui progetti chiusi in extra proroga, contro l’8,24% di quelli chiusi nei tempi. È un dato che quasi nessuna piattaforma pubblica, e va riconosciuto a Trusters. Dice anche, senza giri di parole, che il ritardo non è un fastidio: distrugge il rendimento.
  9. La capogruppo è in perdita. Entera S.p.A. ha chiuso il 2025 con una perdita consolidata di 997.311 euro su ricavi di 1.633.542, patrimonio netto in calo del 42% a 1.361.873 euro e liquidità per 85.912 euro, con una capitalizzazione di borsa intorno ai 6,1 milioni. Gli amministratori non rilevano dubbi sulla continuità aziendale. Non è un allarme di solvibilità, ma il recupero su venti progetti bloccati dura anni e il gruppo che lo porta avanti è piccolo e in riorganizzazione.
  10. Non abbiamo trovato l’informativa prevista dall’articolo 20. Il regolamento europeo impone a una piattaforma di prestito autorizzata di pubblicare un tasso di default annuale, calcolato secondo il Reg. delegato UE 2022/2115, in posizione ben visibile sul sito. Non l’abbiamo individuata su trusters.it. La tabella per annata non è quel documento: raggruppa per anno di lancio invece che su finestre mobili di dodici mesi, non confronta atteso e realizzato e non ha una data di riferimento. L’assenza di un documento pubblico non prova che non esista: potrebbe essere nell’area riservata.

Trusters e Maclear: due rischi diversi, non due alternative

Il confronto che ci viene chiesto più spesso è con Maclear, la nostra Scelta della redazione per la componente ad alto rendimento, recensita per esteso in Maclear opinioni e recensione 2026.

CriterioTrustersMaclear
RegimeAutorizzazione Consob, delibera n. 22918 del 6.12.2023, solo ItaliaAutoregolamentazione svizzera, solo antiriciclaggio, NON ECSP
Rendimento10,3% dichiarato in home, 7,83% medio sui progetti conclusi al 30.06.202514,5-14,9% dichiarato
Insolvenze1 default dichiarato su 529 progetti, ma 80 hanno superato i 90 giorni di ritardo0,15% dichiarato
Ritardi27,93% del portafoglio in corso in extra proroga a giugno 2025, in crescita dal 16,83% del 2023dato non comunicato
SottostanteImmobiliare italianoPrestiti alle PMI, prevalentemente europei
Minimo250 euro per progetto50 euro per prestito
Tutela investitoreNessuno schema di compensazioneNessuno schema di compensazione

La lettura onesta della tabella è che non stai scegliendo fra due versioni della stessa cosa. Trusters ti dà la cornice regolamentare europea piena e un sottostante che puoi capire guardando un cantiere, in cambio di un rendimento a una cifra e di tempi che possono allungarsi. Maclear ti dà un rendimento circa una volta e mezza superiore, ma sotto un regime svizzero di autoregolamentazione che copre l’antiriciclaggio e non la tutela dell’investitore: il suo unico default noto, il caso Vibroedil del 2025, è stato rimborsato con i fondi personali dell’amministratore delegato e non escutendo le garanzie, quindi i canali formali di protezione restano non testati.

Scelta della redazione per la quota ad alto rendimento. Se dopo aver capito i rischi vuoi affiancare alla base italiana una componente estera più aggressiva, Maclear dichiara rendimenti realizzati del 14,5-14,9% con un bonus di benvenuto di 30 euro, circa 99,6 milioni di euro di masse gestite e circa 35.000 investitori. Apri un conto su Maclear. Trattala come satellite, non come base: non è ECSP e non esiste alcuno schema di tutela dell’investitore.


Il verdetto di P2P Expert

Punteggio aggiornato: 6,0/10 - Da usare con cautela. Il voto precedente era 8,5.

Trusters è una piattaforma regolarmente autorizzata che pubblica più della media dei concorrenti italiani e riesce comunque a descrivere il proprio track record in modo fuorviante. Va riconosciuto quello che fa bene: l’autorizzazione Consob è reale e verificabile, non risulta alcun provvedimento a suo carico, la tabella per annata è disclosure vera e il 2,84% di interesse medio dichiarato sulle uscite in ritardo è un numero che quasi nessuno pubblica.

Ma la stessa pagina non ha una riga delle perdite, i rimborsi parziali si chiudono come successi, un’operazione in otto anni viene chiamata default mentre ottanta hanno superato i 90 giorni di ritardo, e la quota del portafoglio vivo in difficoltà è cresciuta a ogni rilevazione dal 2023. A questo si aggiunge una capogruppo in perdita e in piena riorganizzazione.

Tre indicazioni pratiche. Tratta il dato “un solo default” come una definizione e non come uno storico. Dimensiona la posizione mettendo in conto che circa un quarto del capitale delle annate mature superi i 90 giorni di ritardo. E guarda chi è l’operatore prima di guardare il tasso, perché su questa piattaforma gli stessi pochi proponenti tornano nella colonna sbagliata.


Domande frequenti

Trusters è autorizzata in Italia? Sì. Trusters opera con autorizzazione ECSP rilasciata da Consob nel dicembre 2023, secondo il Regolamento UE 2020/1503. Puoi verificarlo nel registro pubblico delle piattaforme autorizzate, come spieghiamo nella nostra guida alla verifica nei registri ufficiali. L’autorizzazione riguarda la piattaforma, non garantisce il capitale investito.

Quanto rende davvero Trusters? Sui 185 progetti conclusi al luglio 2023 l’interesse medio riconosciuto è stato del 9,06% lordo. Al netto della tassazione italiana del 26% restano circa il 6,70%. Il dato non tiene conto dell’effetto dei ritardi, che allungando la durata effettiva riducono il rendimento annualizzato reale.

Trusters ha avuto progetti in default? Secondo l’etichetta della piattaforma, uno solo in otto anni: un progetto da 200.000 euro dell’annata 2020, invariato nei report al luglio 2023, dicembre 2023 e giugno 2025. Secondo la soglia dei 90 giorni definita da Trusters stessa, 80 progetti su 529 l’hanno superata, per circa 15,8 milioni di euro. La differenza è definitoria: Trusters considera concluso un recupero che finisce con un rimborso anche solo parziale, e non pubblica alcuna cifra per il capitale non restituito. Il conteggio di 80 e le percentuali relative sono calcoli nostri sui riquadri pubblicati da Trusters.

Quanto ha reso un’operazione chiusa in ritardo? Il 2,84% di interesse medio, contro l’8,24% delle operazioni chiuse nei tempi, secondo il report agli investitori al 30 giugno 2025. È il motivo per cui il ritardo, su questa piattaforma, non va trattato come un inconveniente.

Cosa cambia ora che il gruppo si chiama Entera? Cambia il nome, l’azionista di riferimento, il consiglio di amministrazione, il revisore contabile e la sede legale della capogruppo, per effetto della fusione con Smart4Tech e WeAreStarting deliberata l’8 luglio 2026. Trusters non è stata incorporata: resta una società distinta con la propria autorizzazione. I contratti di prestito già sottoscritti non cambiano.

Posso vendere i miei prestiti prima della scadenza? No. Il footer della piattaforma dichiara che il finanziamento è illiquido e che non c’è attualmente possibilità di cedere a terzi le somme finanziate: non esiste alcun mercato secondario. Esiste un diritto di recesso di quattro giorni dalla sottoscrizione; dopo, l’unica uscita è il rimborso, quando arriva.

Chi controlla Trusters e con quale quota? Entera S.p.A., quotata su Euronext Growth Milan, con il 58,325%. Il veicolo dei fondatori, Digitech S.r.l., conserva circa il 30,53% con un’opzione di acquisto a favore della capogruppo esercitabile nel 2026. Il 51% che circola in molte recensioni era la quota dell’ingresso iniziale del 2022.


Nota sul rischio. Investire nel crowdlending comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria. P2P Expert può ricevere una commissione sui link di affiliazione presenti in questa pagina, attualmente solo verso Maclear e 8lends: Trusters, CrowdFundMe ed Entera non sono partner commerciali e la loro valutazione è puramente editoriale.

Fonti

  1. Trusters raggiunge 185 progetti restituiti per 27 milioni con interesse medio su base annua del 9% - Crowdfunding Buzz, 19 luglio 2023
  2. CrowdFundMe e Trusters chiudono il 2025 con 34 milioni raccolti: +15% anno su anno - Crowdfunding Buzz, 16 gennaio 2026
  3. Il crowdfunding immobiliare di Trusters rimborsa ai suoi investitori oltre 20 milioni in 4 anni al 10,3% - Crowdfunding Buzz, 23 dicembre 2022
  4. Stipulato atto di fusione per incorporazione di Smart4Tech e WeAreStarting in CrowdFundMe - Teleborsa, 12 giugno 2026
  5. CrowdFundMe: rinnovato il Cda e cambio di denominazione sociale in Entera - Teleborsa, 8 luglio 2026
  6. Trusters - sito ufficiale
  7. CrowdFundMe - comunicato stampa sull’autorizzazione europea di Trusters (PDF, dicembre 2023)
  8. Regolamento UE 2020/1503 (ECSP) - quadro normativo europeo sul crowdfunding
  9. Consob - delibera n. 22918 del 6 dicembre 2023, autorizzazione di Trusters S.r.l.
  10. Trusters - statistiche per annata (lettura del 1 settembre 2026; la pagina non riporta data di riferimento e si aggiorna in tempo reale)
  11. Crowdfunding Buzz - report agli investitori Trusters al 30 giugno 2025 (323 progetti conclusi, 7,83% medio, 8,24% in tempo e 2,84% in extra proroga, 27,93% del portafoglio in corso in extra proroga)
  12. Gruppo CrowdFundMe - bilancio consolidato certificato FY2025: perdita netta 997.311 euro, ricavi 1.633.542 euro, patrimonio netto 1.361.873 euro, Trusters al 58,325%

Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2026 A cura di: Redazione P2P Expert


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