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Guida introduttiva

Crowdfunding energetico in Italia: Ecomill e le alternative

Crowdfunding energetico in Italia: Ecomill e le alternative
In breve
  • Investire nelle rinnovabili con il crowdfunding: Ecomill (equity), Ener2Crowd (lending), CER, Fondo di Garanzia. Numeri verificati, rischi reali e alternative.

In breve. In Italia si puo’ investire in energia rinnovabile e transizione energetica anche con poche centinaia di euro, tramite piattaforme di crowdfunding autorizzate. Le due specializzate sono Ecomill (equity: diventi socio di una societa’ energetica, autorizzata ECSP dall’aprile 2024, partner di Banca Etica, piccola scala) ed Ener2Crowd (lending: presti a tasso fisso, 58,7 milioni di euro erogati su 253 progetti a fine giugno 2026, rendimento storico dichiarato 8,03% lordo, oltre 27 milioni di capitale gia’ restituito). Il settore ha due punti deboli che il marketing green tende a nascondere: la concentrazione su un solo comparto, esposto a incentivi e norme che cambiano, e l’assenza quasi totale di liquidita’. Dal 2026 il Fondo di Garanzia PMI puo’ coprire fino all’80% delle operazioni di lending crowdfunding: una novita’ importante, ma ancora in fase di attivazione.

Il crowdfunding energetico e’ la parte del crowdfunding (finanziamento collettivo tramite piattaforme online) dedicata a impianti fotovoltaici, eolici, efficienza energetica, comunita’ energetiche e in generale alla transizione verso fonti rinnovabili. Per l’investitore italiano e’ interessante per due ragioni: il settore ha ricavi spesso prevedibili (l’energia prodotta viene venduta o consumata, e i contratti sono pluriennali) e il tema “sostenibile” rende l’investimento comprensibile anche a chi non segue la finanza.

Proprio questa comprensibilita’ e’ il primo rischio. “Investo nel sole” suona rassicurante, ma chi mette i soldi in una campagna di crowdfunding energetico sta comunque prestando denaro a una societa’ o comprando una quota di una societa’ che potrebbe non rimborsare o non valere mai nulla. In questa guida vediamo chi opera in Italia, quali numeri sono verificabili e quali no, cosa cambia con il Fondo di Garanzia PMI e come inserire questa nicchia in un portafoglio senza esagerare.


Come si investe in energia con il crowdfunding: tre strade

Il termine “crowdfunding energetico” raccoglie tre strumenti diversi, con rischi e rendimenti diversi. Vale la pena distinguerli prima di guardare le piattaforme.

1. Lending (prestito). Presti una somma a una societa’ che realizza o gestisce un impianto, per esempio una ESCo (Energy Service Company, cioe’ un’azienda che fa investimenti di efficienza energetica per conto di terzi e si ripaga con il risparmio in bolletta). Ricevi interessi a tasso fisso e il capitale alla scadenza. Il rendimento e’ noto in anticipo; il rischio e’ che la societa’ non paghi. In Italia questo modello e’ rappresentato soprattutto da Ener2Crowd.

2. Equity (capitale). Compri una quota della societa’ energetica e diventi socio. Non ricevi interessi: guadagni se l’azienda distribuisce dividendi o se un giorno le tue quote vengono comprate a un prezzo piu’ alto. Il potenziale e’ maggiore, ma anche la probabilita’ di perdere tutto, e non c’e’ quasi mai un mercato dove rivendere. Ecomill lavora con questo modello. Le regole generali le abbiamo spiegate in equity crowdfunding: come funziona e quali rischi.

3. Partecipazione a una comunita’ energetica rinnovabile (CER). Non e’ propriamente un investimento finanziario, ma spesso viene finanziata con il crowdfunding: cittadini, imprese ed enti locali condividono l’energia prodotta da un impianto e ricevono incentivi sull’energia condivisa. Alcune campagne su Ecomill sono nate proprio per finanziare la costituzione di CER (il programma “Respira”, lanciato nel settembre 2022 con Coopfond, Legacoop e Banca Etica, aveva esattamente questo scopo).

In tutti e tre i casi le piattaforme italiane che raccolgono dal pubblico devono essere autorizzate secondo il regolamento europeo ECSP (Regolamento UE 2020/1503) e iscritte nel registro tenuto da Consob. Come verificarlo, passo dopo passo, lo abbiamo scritto in registro Consob: come verificare una piattaforma.


Ecomill: l’equity verticale su energia e ambiente

Ecomill e’ la piattaforma italiana di equity crowdfunding dedicata esclusivamente a energia, ambiente e territorio. Il progetto e’ stato avviato dall’economista Chiara Candelise (la data di avvio del progetto risale al 2014, il lancio operativo del portale al 2019), ha sede a Milano e ha come partner Banca Etica. La prima campagna, Welfare Efficiency Piemonte, e’ partita nel giugno 2019 e riguardava l’efficientamento energetico.

Autorizzazione. Il 23 aprile 2024 Crowdfunding Buzz ha dato notizia del via libera di Consob e Banca d’Italia a Ecomill come fornitore di servizi di crowdfunding ai sensi del regolamento europeo. Prima di quella data operava con la vecchia autorizzazione italiana per i portali di equity crowdfunding. Dal punto di vista dell’investitore, l’autorizzazione ECSP significa che la piattaforma deve consegnare per ogni offerta una scheda informativa standard (KIIS), applicare un test di adeguatezza agli investitori non sofisticati e garantire un periodo di riflessione di quattro giorni per ritirare l’adesione.

Cosa ha finanziato. La cronaca delle campagne, ricostruita dagli archivi di Crowdfunding Buzz, racconta bene il profilo della piattaforma: SiRicarica (colonnine elettriche, 2021, superato l’obiettivo massimo di 250 mila euro), Green Arms (impianti condivisi, quattro round entro il 2022), NLcomp (materiale composito sostenibile per la nautica, chiuso a quasi 500 mila euro nel dicembre 2022), Kataclima (ESCo per comunita’ energetiche, fine 2022), GreenBikeMe (turismo in e-bike, 2023), HoSoleMio (“Adotta 1 Kilowatt”, fotovoltaico, 2023), CityCampus (riqualificazione di immobili a Vicenza, con 250 mila euro di co-investimento del fondo Coopfond nel novembre 2023). Sono campagne piccole, da poche centinaia di migliaia di euro, spesso con un investitore istituzionale cooperativo al fianco della folla.

Scala. Prima dell’autorizzazione ECSP la piattaforma aveva raccolto circa 7 milioni di euro su 17 progetti. Il dato aggiornato al 2026, il numero di campagne chiuse dopo l’aprile 2024 e il ticket minimo di investimento sono dati non comunicati in forma aggregata: nel preparare questa guida non abbiamo trovato comunicati o articoli su nuove campagne Ecomill successivi alla notizia dell’autorizzazione. Non e’ di per se’ un segnale negativo (una piattaforma equity di nicchia puo’ passare mesi tra una campagna e l’altra), ma significa che chi si registra oggi potrebbe trovare un’offerta molto limitata.

Rendimento. Non esiste un rendimento medio dichiarato, e non potrebbe esistere: nell’equity il ritorno arriva solo con un evento di uscita (vendita della societa’, quotazione, riacquisto delle quote), che puo’ richiedere molti anni o non verificarsi. Chi cerca un flusso periodico non e’ nel posto giusto.

Il giudizio della redazione. Ecomill e’ seria, autorizzata e coerente con la sua missione, ma e’ un investimento di convinzione piu’ che di rendimento: adatta a destinare una piccola quota del portafoglio a progetti in cui si crede, sapendo che il capitale e’ vincolato a tempo indeterminato. Nella nostra classifica occupa una posizione di meta’ tabella proprio per la scala ridotta e l’illiquidita’. Ecomill non e’ un partner commerciale di P2P Expert.


Ener2Crowd: il lending energetico con i numeri pubblicati

Ener2Crowd e’ la piattaforma italiana piu’ grande nel crowdfunding energetico e lavora prevalentemente con il lending: l’investitore (che la piattaforma chiama “GreenVestor”) presta da 100 euro a un singolo progetto e riceve un interesse fisso piu’ il capitale alla scadenza. Esiste anche una linea equity, piu’ piccola. La societa’ e’ una societa’ benefit con sede a Milano, fondata nel 2018 da Niccolo’ Sovico, Paolo Baldinelli, Sergio Pedolazzi e altri manager provenienti da finanza ed energia; nel 2023 Credit Agricole Italia e’ entrata nel capitale con un aumento da 1,2 milioni di euro. E’ autorizzata da Consob nel regime ECSP (delibera n. 22877 del 2023) ed e’ tra le prime piattaforme italiane ad averla ottenuta. Opera anche in Spagna.

I numeri, con la data. A differenza di molte piattaforme italiane, Ener2Crowd pubblica una pagina statistiche e diffonde aggiornamenti trimestrali. I dati piu’ recenti che abbiamo potuto verificare:

IndicatoreValoreFonte e data
Finanziamenti erogati dal 2019oltre 58,7 milioni di eurocomunicato ripreso da BeBeez, 3 agosto 2026
Progetti finanziati253idem
Progetti che hanno completato il rimborso99idem
Capitale gia’ restituito agli investitorioltre 27 milioni di euroidem
Interessi lordi distribuitioltre 5 milioni di euroidem
Rendimento storico base del portafoglio8,03% lordo, bonus esclusiblog Ener2Crowd, 24 aprile 2026
Investitori registratioltre 20.000blog Ener2Crowd, aprile 2026
Restituito nel primo trimestre 2026oltre 2,7 milioni di euro (capitale + interessi)idem
Investimento minimo100 euroFAQ della piattaforma
Mercato secondarionoFAQ della piattaforma

Due avvertenze di lettura. La prima: nel comunicato di aprile la piattaforma parlava di “quasi 46 milioni mobilitati”, in quello di agosto di “58,7 milioni erogati”. Sono probabilmente due metriche diverse (raccolta netta contro erogato lordo, oppure perimetri temporali diversi), ma la societa’ non lo spiega: quando confrontate i numeri di Ener2Crowd con quelli di altre piattaforme, usate sempre la stessa fonte e la stessa data. La seconda: l’8,03% e’ un rendimento storico lordo, da cui vanno tolte l’imposta del 26% e l’effetto di eventuali ritardi. Come si passa dal lordo al netto lo abbiamo spiegato in quanto si guadagna con il crowdlending.

Il tasso di default. Ener2Crowd rivendica da anni uno dei tassi di insolvenza piu’ bassi del mercato italiano. Nel 2026 ha aggiornato la pagina statistiche introducendo una rappresentazione del tasso di default separata tra operazioni per investitori al dettaglio e operazioni riservate ai professionali, piu’ il tasso medio storico del triennio 2023-2025, come richiesto dagli obblighi informativi ECSP. E’ un passo avanti reale rispetto a piattaforme che pubblicano un unico numero senza dire come lo calcolano. Il valore puntuale non lo riportiamo qui perche’ non lo abbiamo verificato su una fonte primaria al momento della stesura: chi vuole il dato lo trova sulla pagina statistiche della piattaforma, e fa bene a guardare quale delle due colonne (retail o professionali) sta leggendo.

I limiti. Il rendimento e’ moderato rispetto al lending immobiliare italiano (dove i tassi nominali superano spesso il 9-10%) e a maggior ragione rispetto alle piattaforme europee ad alto rendimento. Non c’e’ mercato secondario: il capitale resta vincolato fino alla scadenza del singolo progetto. E tutto il portafoglio sta in un solo settore, il che ci porta al punto centrale di questa guida.


Il rischio che il marketing green non racconta: la concentrazione settoriale

Chi investe in una piattaforma energetica verticale sta facendo, che lo voglia o no, una scommessa concentrata. Non su un singolo progetto (la diversificazione tra progetti si puo’ costruire), ma su un singolo comparto le cui regole del gioco le scrive lo Stato.

Un impianto fotovoltaico rende perche’ vende energia a un certo prezzo o perche’ fa risparmiare una certa bolletta. Una comunita’ energetica rende perche’ riceve un incentivo sull’energia condivisa. Una ESCo rende perche’ un decreto riconosce certi titoli di efficienza. Se cambia il prezzo dell’energia, se cambiano gli incentivi, se cambia la procedura di connessione alla rete, cambia contemporaneamente la capacita’ di rimborso di tutti i progetti in portafoglio. Nel lending immobiliare i progetti sono legati almeno a citta’ e segmenti diversi; nell’energetico la variabile comune e’ una sola.

Questo non rende il crowdfunding energetico un cattivo investimento. Lo rende un investimento da dosare: una componente satellite del portafoglio, non la base. In diversificare un portafoglio di crowdlending abbiamo indicato cinque livelli di diversificazione; il settore e’ uno di questi, e una piattaforma verticale lo occupa per intero.

Un secondo rischio, meno evidente, e’ quello dell’operatore non regolamentato che sfrutta il tema. Nelle nostre ricerche sulle piattaforme europee e’ emerso per esempio il caso di Ventus Energy, operatore lettone di prestiti per impianti eolici e solari che promette rendimenti del 17-19% annuo, finanzia solo progetti propri e non ha alcun regolatore finanziario alle spalle. La combinazione “rinnovabili + rendimento a due cifre + nessuna vigilanza” e’ esattamente quella descritta in come riconoscere una piattaforma di crowdfunding rischiosa. Il tema green non e’ una garanzia: e’ un settore, e va verificato come tutti gli altri.


La novita’ 2026: il Fondo di Garanzia PMI entra nel crowdfunding

Con il decreto interministeriale del 7 gennaio 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito modalita’ e condizioni con cui il Fondo di Garanzia per le PMI (lo strumento pubblico che garantisce una parte dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, finora usato soprattutto per i prestiti bancari) puo’ intervenire anche nelle operazioni realizzate tramite piattaforme di social lending e crowdfunding.

Le coperture massime previste dal decreto sono: fino all’80% dell’importo per le operazioni di lending crowdfunding, fino all’80% per minibond e altri titoli obbligazionari, fino al 50% per gli strumenti di equity crowdfunding. Il decreto disciplina anche l’accreditamento delle piattaforme e la retrocessione agli investitori delle somme recuperate in caso di escussione della garanzia.

Tre cose da tenere a mente prima di entusiasmarsi:

  • Non e’ ancora operativo in senso pieno. Le disposizioni entrano in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’aggiornamento delle disposizioni operative del Fondo, e le piattaforme devono accreditarsi. Al momento della stesura nessuna delle piattaforme citate in questa guida risulta, da fonti pubbliche verificabili, aver gia’ collocato un’operazione energetica coperta dal Fondo: quando accadra’, lo scriveranno in grande, e a quel punto andra’ letto il singolo progetto. Ener2Crowd ha dichiarato che integrera’ lo strumento “nelle operazioni idonee”.
  • La garanzia copre una quota, non tutto, e copre l’operazione, non la piattaforma. Se la societa’ finanziata non paga, il Fondo interviene sulla percentuale garantita e sul capitale residuo secondo le sue regole; il resto e’ a rischio dell’investitore. Se a fallire e’ la piattaforma, il Fondo non c’entra: quel rischio lo abbiamo trattato in cosa succede se una piattaforma di crowdfunding fallisce.
  • Vale solo per le piattaforme italiane accreditate. Le piattaforme estere, comprese quelle europee che finanziano impianti energetici in Italia, ne restano fuori.

E’ comunque una svolta: per la prima volta uno strumento pubblico riconosce il crowdfunding come canale di credito alle imprese al pari della banca. Per il settore energetico, dove i progetti hanno flussi prevedibili e sono facilmente “bancabili”, e’ probabile che sia tra i primi a beneficiarne.


Le alternative fuori dalle piattaforme verticali

Non serve una piattaforma specializzata per avere esposizione alle rinnovabili. Tre percorsi alternativi, con i loro compromessi.

Le piattaforme generaliste italiane. Mamacrowd, CrowdFundMe e le altre piattaforme equity pubblicano periodicamente campagne di societa’ energetiche, e le piattaforme di lending immobiliare finanziano talvolta riqualificazioni con forte componente di efficientamento. Il vantaggio e’ che il resto del portafoglio sulla stessa piattaforma non e’ energetico; lo svantaggio e’ che la selezione dei progetti energetici non e’ fatta da specialisti del settore.

I minibond energetici. Diverse societa’ del comparto rinnovabili emettono minibond, spesso collocati tramite piattaforme ECSP. Cedole intorno al 6-8%, durate di alcuni anni, ma accesso di fatto riservato a investitori professionali o a categorie ristrette di retail. Ne abbiamo parlato in minibond e club deal.

Il lending europeo ad alto rendimento, come satellite. Per chi cerca nel crowdlending soprattutto il rendimento e vuole affiancare all’esposizione energetica italiana una componente diversa per settore e geografia, la nostra Scelta della redazione resta Maclear, piattaforma svizzera di prestiti diretti alle PMI europee.

Scelta della redazione: Maclear. Rendimenti realizzati dichiarati del 14,5-14,9% annuo, tasso di default dichiarato dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro di masse gestite e circa 35.000 investitori, bonus di benvenuto di 30 euro. Attenzione pero’ al regime: Maclear e’ vigilata da una SRO svizzera (PolyReg, ai sensi dell’articolo 24 della legge antiriciclaggio) che copre solo la conformita’ antiriciclaggio; non e’ una piattaforma ECSP, non offre alcuno schema di tutela dell’investitore e il suo 0,15% di default e’ autodichiarato, non validato da un’autorita’. Nel 2025 il default del debitore italiano Vibroedil e’ stato coperto dai fondi personali del CEO, non dall’escussione del collaterale: il canale formale di recupero non e’ quindi mai stato testato. Da usare come componente ad alto rendimento e alto rischio, non come base. Visita Maclear (link affiliato: P2P Expert riceve una commissione, il giudizio non cambia). La recensione completa e’ in Maclear opinioni e recensione 2026.


Ecomill, Ener2Crowd e le alternative a confronto

EcomillEner2CrowdGeneraliste IT (equity/lending)Maclear (Scelta della redazione)
StrumentoEquity (socio)Lending (prestito), linea equity minoreEntrambiLending diretto PMI
SettoreSolo energia/ambienteSolo energia/ambienteMistoMisto, PMI europee
RegimeECSP, Consob + Banca d’Italia (apr 2024)ECSP, Consob (del. 22877/2023)ECSPSRO svizzera PolyReg, solo AML, non ECSP
RendimentoNessuno periodico; exit incerta8,03% lordo storicoVariabile14,5-14,9% dichiarato
Ticket minimoDato non comunicato100 euroVariabileVedi scheda
Mercato secondarioNoNoRaroVedi scheda
Volume~7M su 17 progetti pre-2024; aggiornato n.c.58,7M su 253 progetti (giu 2026)Variabile~99,6M AUM
Fondo di Garanzia PMIPossibile (equity, fino 50%)Possibile (lending, fino 80%), annunciata integrazionePossibile se accreditateNo (piattaforma estera)
Ruolo in portafoglioConvinzione, quota minimaSatellite prudenteBase italianaSatellite alto rendimento

Checklist prima di investire in un progetto energetico

  1. Verifica l’autorizzazione della piattaforma nel registro Consob/ESMA. “Green” non e’ una categoria regolamentare.
  2. Leggi di cosa vive il progetto. Vendita di energia a prezzo fisso? Incentivo pubblico? Risparmio in bolletta di un cliente? Ogni fonte di ricavo ha un rischio normativo diverso.
  3. Chiedi se la garanzia c’e’ davvero. Un impianto e’ un bene reale, ma non sempre e’ dato in garanzia agli investitori; e un impianto sequestrato non si rivende in una settimana.
  4. Guarda la data e la colonna del tasso di default. Retail o professionali? Triennio o dall’inizio? Un numero senza queste due informazioni non dice nulla.
  5. Conta il settore come una sola posizione nella tua diversificazione, anche se sono dieci progetti diversi.
  6. Ricorda il fisco. I proventi da lending sono tassati al 26%; le piattaforme estere richiedono il Quadro RW. La guida e’ tassazione del crowdlending in Italia.

Domande frequenti

Il crowdfunding energetico e’ piu’ sicuro di quello immobiliare? No, e’ diverso. I flussi di cassa di un impianto sono spesso piu’ prevedibili di quelli di una compravendita immobiliare, ma dipendono da prezzi dell’energia e incentivi decisi altrove. In entrambi i casi il capitale non e’ garantito.

Ecomill e Ener2Crowd sono autorizzate? Si’, entrambe operano nel regime europeo ECSP: Ener2Crowd con autorizzazione Consob del 2023 (delibera n. 22877), Ecomill con il via libera di Consob e Banca d’Italia comunicato nell’aprile 2024. Verificalo comunque nel registro prima di investire.

Quanto rende il crowdfunding energetico? Nel lending, Ener2Crowd dichiara un rendimento storico base dell’8,03% lordo. Nell’equity (Ecomill) non esiste un rendimento periodico: si guadagna solo con un’eventuale uscita futura, incerta nei tempi e nell’esito.

Il Fondo di Garanzia PMI mi rimborsa se il progetto fallisce? Solo per le operazioni che saranno coperte dal Fondo, solo per la quota garantita (fino all’80% nel lending, 50% nell’equity) e secondo le regole del Fondo. Al momento della stesura lo strumento e’ definito dal decreto del 7 gennaio 2026 ma la sua operativita’ sulle piattaforme dipende dall’accreditamento e dalle disposizioni attuative.

Posso uscire prima della scadenza? Di norma no: ne’ Ecomill ne’ Ener2Crowd hanno un mercato secondario. Le alternative per gestire la liquidita’ le abbiamo raccolte in mercato secondario nel crowdfunding.


Nota sul rischio. Investire nel crowdfunding, energetico o meno, comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Questo articolo ha finalita’ informative e non costituisce consulenza finanziaria. Valuta la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un professionista.

Fonti

  1. BeBeez - Ener2Crowd supera 58,7 milioni di euro raccolti per progetti ESG e aggiorna gli indicatori secondo gli standard europei (3 agosto 2026)
  2. Blog Ener2Crowd - Finanza ESG, oltre 2,7 milioni restituiti nel primo trimestre 2026 (24 aprile 2026)
  3. Blog Ener2Crowd - Il Fondo di Garanzia PMI entra nel crowdfunding: decreto MIMIT 7 gennaio 2026 (2 aprile 2026)
  4. MIMIT - Decreto interministeriale 7 gennaio 2026, accesso al Fondo di Garanzia PMI per i finanziamenti tramite piattaforme di social lending e crowdfunding
  5. Crowdfunding Buzz - Anche Ecomill ottiene l’autorizzazione ai sensi del nuovo Regolamento UE sul crowdfunding (23 aprile 2024)
  6. Crowdfunding Buzz - archivio articoli su Ecomill (campagne 2019-2023)
  7. Banca Etica - Banca Etica e’ partner di Ecomill
  8. Ener2Crowd - pagina statistiche
  9. Consob - registro crowdfunding, sezione ordinaria
  10. Regolamento UE 2020/1503 (ECSP), EUR-Lex

Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026 A cura di: La Redazione di P2P Expert


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