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Confronto

Crowdlending vs ETF vs banca: dove conviene davvero

Crowdlending vs ETF vs banca: dove conviene davvero
In breve
  • Confronto onesto tra crowdlending, ETF e prodotti bancari nel 2026: rendimenti reali, rischi, liquidita', costi e fisco. Cosa scegliere per ogni obiettivo.

In breve. Non sono tre versioni dello stesso prodotto: sono tre logiche diverse. Il conto deposito vende certezza (garanzia FITD fino a 100.000 euro, netto reale intorno al 2,5-3%), l’ETF vende il mercato (azionario mondiale circa 10% medio annuo storico, ma con anni anche pesantemente negativi), il crowdlending vende un tasso contrattuale alto (media italiana 10,07% lordo nel primo semestre 2025 secondo il Politecnico di Milano) in cambio di rischio di credito e illiquidita’. La domanda giusta non e’ “quale rende di piu’” ma “quale rischio sto comprando”: per la maggior parte dei risparmiatori la risposta sensata e’ una combinazione, non una scelta secca.

Chi arriva al crowdlending di solito ci arriva da una di due strade: dal conto deposito, cercando piu’ rendimento, oppure dagli ETF, cercando un flusso di interessi piu’ prevedibile delle oscillazioni di borsa. In entrambi i casi la tentazione e’ mettere i tre strumenti sulla stessa bilancia e guardare solo il numero piu’ grande. E’ l’errore piu’ comune che vediamo, perche’ quel numero misura cose diverse.

In questa guida mettiamo i tre strumenti a confronto su cinque dimensioni concrete: rendimento atteso, natura del rischio, liquidita’, costi e fisco. Con i dati di settembre-ottobre 2026 e con le fonti indicate, come sempre.


Tre logiche diverse, non tre tassi diversi

Prima dei numeri, la differenza di fondo.

Il prodotto bancario (conto deposito, vincolato o libero) e’ un prestito che fai alla banca. Il rendimento e’ basso ma il rischio, entro i limiti, e’ trasferito al sistema: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) copre fino a 100.000 euro per depositante per banca. E’ l’unico dei tre strumenti con una garanzia pubblico-privata esplicita sul capitale.

L’ETF (Exchange Traded Fund, un fondo quotato in borsa che replica un indice) non promette nessun tasso: compri un pezzo di mercato, azionario o obbligazionario, e il risultato e’ quello del mercato. Il rischio non e’ che “qualcuno non ti rimborsi”: e’ la volatilita’, cioe’ il valore che oscilla, anche del 30-40% in un anno cattivo per l’azionario. In compenso la diversificazione e’ enorme (migliaia di titoli in un solo strumento) e la liquidita’ e’ immediata: vendi in borsa quando vuoi.

Il crowdlending e’ un prestito diretto a un’impresa o a un progetto tramite piattaforma. Il tasso e’ scritto nel contratto, spesso a doppia cifra, ma il rischio e’ concentrato: se quel debitore non paga, il buyback o il collaterale possono funzionare oppure no, e non esiste un mercato liquido dove uscire in anticipo (ne abbiamo scritto nella guida sul mercato secondario). Nessun fondo di garanzia dei depositi si applica.


I rendimenti, con le fonti

Banca. A settembre 2026 i conti deposito vincolati offrono in genere tra il 2% e il 4% lordo; le migliori promozioni intorno al 4% lordo equivalgono a circa il 2,96% netto dopo la tassazione al 26%, mentre la platea delle offerte ordinarie sta sul 2,5-3% lordo (rilevazioni QualeBanca e Facile.it, settembre 2026). Al netto va considerata anche l’imposta di bollo dello 0,20% annuo.

ETF. Qui bisogna separare due mondi. Gli ETF obbligazionari prudenti rendono oggi tra il 3,5% e il 6,7% lordo annuo a seconda del segmento (rilevazione Businessonline sui comparti del primo semestre 2026); un ETF a scadenza sui titoli di Stato italiani come l’iBonds dicembre 2026 ha un rendimento a scadenza intorno al 3,41% lordo (dati Morningstar). L’azionario mondiale e’ un’altra cosa: l’indice MSCI World ha reso in media circa il 10,4% annuo in dollari dal 1978, circa il 9,2% in euro (elaborazione extraETF su dati MSCI), ma quel “in media” contiene anni a +25% e anni a -40%. Non e’ un tasso: e’ una media di lungo periodo che si incassa solo restando investiti per molti anni.

Crowdlending. Il tasso medio dei prestiti sulle piattaforme lending italiane e’ stato del 10,07% lordo nel primo semestre 2025 (X Rapporto sul crowdinvesting del Politecnico di Milano). Le piattaforme estere ad alto rendimento dichiarano anche di piu’: Maclear, per esempio, indica rendimenti realizzati del 14,5-14,9%. Ma il tasso di listino non e’ il rendimento che porti a casa: ritardi, insolvenze e tempi di recupero lo erodono, come raccontiamo in quanto si guadagna davvero con il crowdlending.


Il rischio: tre specie diverse

Rischio bancario. Entro 100.000 euro per banca e’ sostanzialmente rischio sistemico estremo. Sopra quella soglia torni creditore ordinario della banca.

Rischio di mercato (ETF). Il capitale oscilla ogni giorno. Non c’e’ nessun debitore che “fallisce” nel senso del crowdlending: su un ETF azionario mondiale il fallimento di una singola azienda sposta pochissimo. Il rischio vero e’ comportamentale: vendere in perdita durante un crollo. Chi ha un orizzonte sotto i 5 anni sta comprando uno strumento sbagliato per il suo orizzonte.

Rischio di credito (crowdlending). Qui il capitale non oscilla sullo schermo, e questa e’ un’illusione ottica: il prestito vale 100 fino al giorno in cui vale molto meno. I casi italiani recenti lo mostrano bene. Bridge Asset pubblicava un tasso di default dello 0% mentre, secondo i dati Consob alla base della sospensione del giugno 2026, risultavano 13,7 milioni di euro scaduti e non rimborsati. Rendimento Etico ha perso l’autorizzazione (delibera 23895 del marzo 2026). Recrowd e’ stata sospesa un anno da Banca d’Italia prima della riattivazione del settembre 2026. E all’estero Mintos dichiara in recupero il 28,8% del portafoglio storico interessato. Il punto non e’ “il crowdlending e’ una truffa”: e’ che il rischio esiste anche quando il cruscotto della piattaforma mostra zero.

Una conseguenza pratica: nel crowdlending la diversificazione va costruita a mano, su decine di prestiti e piu’ piattaforme (la matematica e’ nella guida su come diversificare un portafoglio di crowdlending). In un ETF la diversificazione e’ gia’ nel prodotto.


Liquidita’ e costi

Liquidita’. ETF: vendi in borsa in giornata, al prezzo di mercato del momento. Banca: il deposito libero e’ immediato, il vincolato si sblocca a scadenza o con penale. Crowdlending: i tuoi soldi tornano quando il debitore rimborsa; i mercati secondari, dove esistono, funzionano finche’ tutto va bene e si bloccano proprio nei momenti in cui vorresti uscire (Mintos nel 2020 e’ il caso di scuola).

Costi. I grandi ETF su indici globali costano pochi decimi di punto percentuale all’anno di commissioni di gestione (TER), piu’ le commissioni di negoziazione del broker (listini justETF). Il conto deposito non ha costi espliciti oltre al bollo. Il crowdlending in genere non fa pagare commissioni all’investitore: la piattaforma guadagna dal debitore, il che crea un conflitto di interessi strutturale che va conosciuto (la piattaforma e’ pagata per erogare, non per selezionare).


Il fisco italiano, che ribalta alcune classifiche

  • Conto deposito: 26% sugli interessi, piu’ bollo 0,20%.
  • ETF: 26% sulle plusvalenze e sui dividendi, ma la quota investita in titoli di Stato white-list e’ tassata al 12,5%. Un ETF di BTP paga quindi molto meno tasse di un conto deposito a parita’ di lordo.
  • Crowdlending: 26% sugli interessi. Sulle piattaforme estere, in piu’, scattano gli obblighi dichiarativi del Quadro RW e l’IVAFE, con la complicazione pratica di compilare la dichiarazione per ogni piattaforma (ne scriviamo in come si tassa il crowdlending in Italia).

Il risultato controintuitivo: un rendimento lordo piu’ basso su titoli di Stato puo’ battere sul netto un lordo piu’ alto tassato al 26%.


La tabella di sintesi

DimensioneConto depositoETF (azionario globale)Crowdlending
Rendimento atteso lordo2-4% (promo ~4%)~9-10% medio storico, ma volatile10,07% media IT H1 2025; estero fino a 14,9% dichiarato
Natura del rischioQuasi nullo entro 100K (FITD)Oscillazione del valore, anni negativiCredito: il debitore puo’ non pagare
Perdita massima realistica~0 entro i limitiDrawdown 30-40% nei crolli, recuperabile restando investitiPerdita secca sul singolo prestito, fino al 100%
Liquidita’Alta (libero) / a scadenza (vincolato)Immediata in borsaBassa: scadenze dei prestiti, secondario non garantito
Costi per l’investitoreBollo 0,20%TER pochi decimi + brokerIn genere zero espliciti
Fisco26% + bollo26% (12,5% quota titoli di Stato)26%; estero: Quadro RW + IVAFE
Orizzonte sensato0-2 anni7+ anni1-3 anni, solo quota satellite

Numeri alle fonti citate nel testo; la tabella e’ una sintesi editoriale, non una raccomandazione personalizzata.


Allora dove conviene? Dipende dal lavoro che chiedi ai soldi

La risposta onesta e’ che i tre strumenti rispondono a domande diverse.

  • “Mi servono tra un anno”: banca. Nessuno degli altri due e’ adatto, qualunque tasso prometta.
  • “Non mi servono per 10 anni e voglio il massimo rendimento atteso”: l’azionario globale via ETF e’ lo strumento con la storia piu’ lunga e i costi piu’ bassi. Il crowdlending non ha un secolo di dati a sostegno.
  • “Voglio un flusso di interessi piu’ alto dell’obbligazionario, accettando rischio di credito”: qui entra il crowdlending, come satellite del portafoglio, non come base. La nostra indicazione editoriale ricorrente e’ una quota del 5-15% del portafoglio a seconda del capitale, distribuita su piu’ prestiti e piattaforme.

E’ lo stesso schema che abbiamo usato nel confronto con conto deposito e BTP e nelle alternative al conto deposito: base garantita o di mercato, satellite ad alto rendimento dosato.

La scelta della redazione per la quota satellite

Per la componente crowdlending del portafoglio la nostra scelta della redazione resta Maclear: piattaforma svizzera di prestiti alle PMI, rendimenti realizzati dichiarati del 14,5-14,9%, tasso di default dichiarato dello 0,15%, circa 99,6 milioni di euro di volumi e 35.000 investitori, bonus di benvenuto di 30 euro. Visita Maclear

I caveat di sempre, per onesta’: Maclear opera sotto una SRO svizzera con supervisione limitata all’antiriciclaggio, NON e’ una piattaforma ECSP e non esiste uno schema di tutela dell’investitore; il default dichiarato dello 0,15% e’ autodichiarato e non validato da un’autorita’ (il caso Bridge Asset insegna quanto conti la differenza); nell’unico default pubblico noto (Vibroedil, 2025) il rimborso e’ arrivato dai fondi personali del CEO, non dall’escussione del collaterale. Va trattata come quota satellite ad alto rischio, mai come sostituto del deposito o dell’ETF.


FAQ

Il crowdlending rende piu’ degli ETF?

Sul tasso nominale spesso si’: 10-15% contro il 9-10% medio storico dell’azionario mondiale. Ma il confronto e’ fuorviante: il rendimento dell’ETF e’ una media di lungo periodo su un paniere diversificato e liquido, quello del crowdlending e’ un tasso contrattuale esposto a insolvenze, ritardi e illiquidita’. Al netto di default e tasse la distanza si riduce o si inverte.

Posso sostituire il conto deposito con il crowdlending?

No. Il conto deposito ha la garanzia FITD fino a 100.000 euro, il crowdlending non ha alcuna garanzia sul capitale. Sono strumenti con funzioni diverse: il primo protegge la liquidita’, il secondo e’ un investimento a rischio di credito. La sostituzione uno a uno e’ l’errore che i casi Bridge Asset e Rendimento Etico dovrebbero scoraggiare.

Quanta parte del portafoglio ha senso mettere nel crowdlending?

La nostra indicazione editoriale, dichiarata come buon senso e non come regola, e’ una quota satellite tra il 5% e il 15% a seconda del capitale, distribuita su decine di prestiti e almeno 2-3 piattaforme. Il resto del portafoglio lavora meglio su strumenti garantiti o di mercato a basso costo.

Gli ETF sono piu’ sicuri del crowdlending?

Sono rischiosi in modo diverso. Un ETF azionario puo’ perdere il 30-40% in un crollo, ma su un indice globale la perdita e’ storicamente recuperata restando investiti. Nel crowdlending la perdita su un prestito andato male e’ definitiva. In piu’ l’ETF e’ liquido e diversificato per costruzione, il crowdlending no.

Come si tassano i tre strumenti in Italia?

Conto deposito e crowdlending al 26% sugli interessi (piu’ bollo 0,20% sul deposito). ETF al 26%, ridotto al 12,5% per la quota in titoli di Stato white-list. Le piattaforme di crowdlending estere aggiungono gli obblighi del Quadro RW e l’IVAFE: un costo di complessita’ da considerare, non solo di aliquota.


Fonti

  1. Politecnico di Milano, X Rapporto sul crowdinvesting (luglio 2025) - tasso medio lending italiano 10,07% H1 2025 - https://www.osservatoriefi.it/efi/osservatorio-crowdinvesting/
  2. Businessonline - rendimenti medi fondi/comparti obbligazionari 3,5-6,7% primo semestre 2026 - https://www.businessonline.it/news/i-migliori-fondi-di-investimento-nei-primi-6-mesi-del-2026-tra-azionari-e-obbligazionari-e-i-rendimenti-medi-ottenuti_n85511.html
  3. Morningstar Italia - ETF iBonds Dec 2026 titoli di Stato italiani, rendimento a scadenza ~3,41% - https://global.morningstar.com/it/etf/gli-etf-per-investire-in-titoli-di-stato-italiani
  4. extraETF - MSCI World, rendimento medio annuo ~10,4% USD / ~9,2% EUR dal 1978 - https://extraetf.com/it/guides/indices/msci-world-etfs
  5. justETF - panoramica ETF azionari globali e costi (TER) - https://www.justetf.com/it/
  6. Filosofare sui mercati (07.09.2026) - riattivazione Recrowd dopo la sospensione di Banca d’Italia - https://www.filosofaresuimercati.eu/2026/09/07/crowdfunding-recrowd-riparte-mercato-2020/
  7. Scheda Maclear P2P Expert e dossier interno - rendimenti 14,5-14,9%, default 0,15% autodichiarato, ~99,6M, ~35.000 investitori, caso Vibroedil.

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